In Sicilia si inventano posti letto per rimanere in zona arancione? L'audio del burocrate fa sospettare

Un audio che suscita l'immediata presa di posizione del parlamentare Claudio Fava, presidente della commissione Antimafia dell'Assemblea regionale siciliana

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globalist 21 novembre 2020
È bufera in Sicilia per un audio molto ambiguo pubblicato sul sito lasicilia.it in cui si sente il dirigente del dipartimento Pianificazione Strategica della Regione siciliana Mario La Rocca affermare quanto segue rivolto ai manager di Asp e ospedali dell'Isola: "Oggi su Cross (la piattaforma nazionale della Protezione civile, ndr) dev'essere calato tutto il primo step al 15 novembre. Non sento cazzi, perché oggi faranno le valutazioni e in funzione dei posti letto di terapia intensiva decideranno in quale fascia la Sicilia risiede. Non è accettabile che noi si subisca ulteriori restrizioni perché c'è resistenza da parte di qualcuno ad aprire posti letto di terapia intensiva o ordinari". 
"Da tre settimane - dice ancora il super burocrate - vi prego di aprire posti. Appena stasera ci chiudono l'assessore andrà a controllare chi ha calato cosa su Gecos e Cross. Ognuno sarà responsabile di quello che subirà la Sicilia in termini di restrizioni. E' una responsabilità che vi prego di non assumervi. Quindi la cortesia è di calare tutto lo step previsto al 15 novembre già da stamattina su Gecos perché stasera si conteranno i morti e i feriti..."
Un audio che suscita l'immediata presa di posizione del parlamentare Claudio Fava, presidente della commissione Antimafia dell'Assemblea regionale siciliana, che invoca l'invio degli ispettori del ministero della Salute. "Che vuol dire? Che occorreva caricare sul sistema di tracciamento nazionale anche posti letto che non esistono - chiede Fava -? Che bisognava dare per operativi anche quelli ancora sforniti del personale medico necessario ad una terapia intensiva? Stiamo alterando la realtà per evitare di finire in zona rossa? E tutto questo sulla pelle dei siciliani?".
Da qui la richiesta. "Chiediamo al ministero di inviare i propri ispettori in Sicilia per verificare quale sia la reale fotografia sulla capacità di tenuta del nostro sistema sanitario - sottolinea Fava -. E inammissibile pensare che la salute dei siciliani sia stata oggetto di menzogne e di baratti, come purtroppo ci confermano non solo le denunzie del sindacato dei medici, ma anche i gravi casi che stanno emergendo ovunque di reparti ancora non attivati, da Barcellona Pozzo di Gotto dove i macchinari giacciono inutilizzati in una magazzino, a Petralia dove il raggiungimento degli obiettivi dichiarati non sarà possibile prima di diverse settimane - conclude il parlamentare siciliano -, o al Policlinico di Messina da cui giungono notizie allarmanti e verificate che contraddicono le rassicurazioni dell'assessore Razza".