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Conte ad Assisi: "Il dramma del Covid-19 pone interrogativi sulla vita e sulla morte"

Il premier: "Abbiamo dovuto scontrarci con un nemico invisibile, ma il pensiero di San Francesco ci aiuta a interpretare il presente con semplicità evitando il superfluo"

Conte ad Assisi
Conte ad Assisi

globalist Modifica articolo

4 Ottobre 2020 - 10.51


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In occasione delle celebrazioni di San Francesco patrono d’Italia, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha parlato da Assisi: “La drammatica crisi sanitaria, causata dal’epidemia da Covid 19, ci sta riproponendo interrogativi fondamentali sulla vita e sulla morte. I mesi difficili, quelli più acuti della pandemia, ma anche quelli attuali, ci portano a ripensare a ciò che veramente conta nella vita”. 
“L’uomo contemporaneo – ha proseguito il premier – ha dovuto misurarsi con la fragilità della sua condizione, con l’angoscia, con lo smarrimento di dover affrontare un nemico invisibile, e quindi un nemico che ha sconvolto le nostre esistenze, causando diffusi sentimenti di inquietudine anche di rabbia, condizioni marcate di sofferenza”.
“Da questa drammatica esperienza traiamo, come primo fondamentale insegnamento, il valore dell’essenziale, di quello che veramente conta, di ciò che, pur rimanendo spesso invisibile agli occhi, è decisivo per l’esistenza”.
“E in questo senso – ha concluso Conte – il messaggio di Francesco appare di straordinaria modernità: nel suo amore per la vita semplice, autentica, come ricorda l’antica preghiera di san Damiano, cogliamo la chiave per interpretare il tempo presente e i bisogni più profondi dell’umanità, al di là dell’attenzione al superfluo, che nel corso degli anni ci ha così distratti da farci smarrire il senso più autentico del nostro vivere insieme”.

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