Giancarlo Siani, 35 anni dopo l'omicidio del giornalista il ricordo di Mattarella: "Fu ucciso per la sua onestà"

Siani fu ucciso il 23 settembre del 1985 dalla Camorra per le sue inchieste sulla criminalità organizzata. Aveva solo 26 anni

Giancarlo Siani

Giancarlo Siani

globalist 23 settembre 2020
Trentacinque anni fa veniva assassinato Giancarlo Siani, cronista de Il Mattino di Napoli, ucciso dalla Camorra per le sue inchieste sulle attività criminali dei clan e sui loro conflitti interni. Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica, lo ricorda con queste parole: "Siani fu ucciso proprio per il lavoro svolto, per l'onestà e l'intelligenza con cui onorava il diritto alla libera informazione, raccontando i delitti della malavita e le trame di chi ne tirava le fila". 
"Giancarlo aveva buone fonti e molto coraggio – racconta la fondazione Ossigeno sui giornalisti minacciati – Aveva raccontato che una “soffiata” del clan Nuvoletta ai carabinieri aveva favorito l’arresto del boss rivale Valentino Gionta. Quell’articolo, pubblicato il 10 giugno del 1985, segnò la sua condanna a morte. Il 23 settembre successivo, Giancarlo fu ucciso sotto casa sua. Ci sono voluti 12 anni per venire a capo delle cause che avevano spinto le mani della criminalità organizzata a togliere la vita a Siani. Alla verità si è giunti grazie alle indagini condotte dal giovane Procuratore della Repubblica Armando D’Alterio insieme con la squadra mobile di Napoli".
E da oggi, Giancarlo Siani è riconosciuto come gironalista professionista: l'Ordine ha consegnato il titolo alla famiglia nel corso di una cerimonia alla quale ha preso parte anche il Presidente della Camera Roberto Fico: "Giancarlo Siani rappresenta una figura importantissima per Napoli, un giornalista di 26 anni, ucciso in quel modo – ha detto Fico – per fare il suo lavoro, è un esempio positivo, che ricorda anche quanto la nostra città e la nostra regione siano feroci".