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L'unione fa la forza pacifista: nasce la Rete Italiana Pace e Disarmo

In un mondo, quello progressista e di sinistra, dove da tempo regna sovrano il virus “scissionista” la notizia che arriva dall’universo pacifista è di quelle che fanno sperare.

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Umberto De Giovannangeli

21 Settembre 2020 - 14.35


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In un mondo, quello progressista e di sinistra, dove da tempo regna sovrano il virus “scissionista”, anche quando si traduce in una “scissione dell’atomo”, la notizia che arriva dall’universo pacifista è di quelle che fanno sperare.

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Una giornata particolare

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Il 21 settembre è la Giornata internazionale della Pace, istituita fin dal 1981 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite con un invito a tutti gli stati membri, organizzazioni regionali e non governative e ad ogni singolo individuo, a commemorare il giorno in maniera appropriata, attraverso l’educazione e la consapevolezza pubblica. La pace globale ha bisogno di nonviolenza e del cessate il fuoco rivolto a tutti i belligeranti nel mondo chiamati a deporre le armi e terminare la guerra. Il tema scelto dall’Onu per il 2020 è Shaping Peace Together, creiamo insieme la pace”.

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“Proprio per questo –  recita un comunicato di  Rete Italiana Disarmo – – abbiamo scelto la data del 21 settembre 2020 per annunciare la nascita di Rete Italiana Pace e Disarmo, una nuova Rete organizzata nella quale confluiscono la Rete della Pace (fondata nel 2014) e la Rete Italiana Disarmo (fondata nel 2004). Si tratta del nostro contributo specifico al messaggio dell’Onu, creiamo insieme la pace a partire dall’unione delle nostre forze, degli obiettivi comuni, per rafforzare e far crescere il lavoro collettivo per la pace ed il disarmo.

Questo appuntamento rappresenta un’ulteriore tappa di un lungo percorso che ci ha visto lavorare insieme su alcune temi e Campagne già in corso anche a livello internazionale (Stop Bombe in Yemen, NO F-35, Difesa Civile non armata e nonviolenta, disarmo nucleare con ICAN per l’adesione al Trattato per la messa al bando della armi nucleari, IoAccolgo, Pace Diritto Giustizia in Israele/Palestina, per la riduzione delle spese militari, per il controllo dell’export di armi e la difesa della Legge 185/90, per gli interventi civili di pace nei conflitti in corso, campagna Control Arms, rete ENAAT, campagna Stop Killer Robots, campagna INEW contro le armi esplosive). Vogliamo andare avanti insieme su quanto fatto e quanto ci resta ancora da fareper dare voce alle esperienze di resistenza civile e nonviolenta e fissare nuovi obiettivi comuni.

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Sono davvero numerose le associazioni, grandi e piccole, del mondo pacifista, nonviolento, disarmista, della solidarietà, del servizio civile, della giustizia sociale, della cultura, dell’ambientalismo, che hanno deciso di unirsi in un’unica grande rete. Non è un processo di ‘fusione fredda’ dall’alto, ma una tappa di un percorso di lavoro già fatto insieme nei territori, dal basso, partecipando a campagne comuni, che ora trova sbocco in una organizzazione unitaria. Finalmente un processo di aggregazione, non di separazione. Sentiamo l’esigenza di confrontarci tra diversi soggetti, culture e sensibilità, sulle scelte economiche del nostro Paese che da decenni hanno ripreso a privilegiare l’industria ed il commercio di armi, piuttosto che investire nell’economia di pace, nella sicurezza del territorio, nei servizi e nella difesa civile e nonviolenta. 

Noi siamo profondamente convinti che l’attuale politica, che investe miliardi in armi e solo briciole in progetti di pace, non ci difende e non ci protegge ma, al contrario, ci danneggia e approfondisce la crisi economica, sociale ed ambientale che vive la nostra società, allargando il solco di sfiducia che separa la comunità dalla politica.

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Il risultato delle scelte politiche degli ultimi decenni è sotto gli occhi di tutti: 

  • è in corso la più forte corsa agli armamenti a cui si sia mai assistito, una imponente crescita quantitativa e qualitativa degli arsenali che sottrae enormi risorse alla lotta contro la povertà;
  • il crollo del diritto internazionale, le grandi organizzazioni sovranazionali, dall’Europa all’Onu, sono in crisi profonda di legittimità e credibilità;
  • tornano a diffondersi ideologie nazionaliste, razziste e fondamentaliste;
  • la crisi economica globale, ulteriormente aggravata dalla pandemia, tende ad esasperare la conflittualità, anche all’interno dell’Europa;
  • l’insostenibilità del modello di sviluppo che sta distruggendo il pianeta, provocando le variazioni climatiche, e produce sempre maggiori diseguaglianze;
  • la criminalizzazione della solidarietà e la chiusura delle frontiere di fronte alle richieste di protezione e di accoglienza da parte di migranti e richiedenti asilo.

Ci sono purtroppo tutte le condizioni perché la guerra, sdoganata come strumento di politica internazionale alla fine del secolo scorso, torni ad essere la protagonista dei rapporti internazionali e possa portare ad un nuovo conflitto globale. 

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Sono queste le preoccupazioni e le ragioni che ci spingono a proseguire il percorso di dialogo e di confronto tra le diverse sensibilità dell’arcipelago associativo impegnato quotidianamente ad affermare che un’altra politica è urgente, possibile e necessaria, producendo informazione corretta, elaborando dati e proposte concrete per modificare in meglio le leggi e agendo sia nelle politiche locali, dei singoli territori, sia per modificare le grandi scelte politiche e strategiche, anche internazionali. I risultati ottenuti finora da alcune nostre Campagne ci danno fiducia e ci fanno sperare.

Per fare tutto questo, c’è bisogno di competenze, di studio, di pensiero, di informazioni e di azioni, personali e politiche. Per questo abbiamo unito le nostre forze, e trovato terreni di unità per un futuro di pace e disarmo. La nostra forza è la nonviolenza, la nostra unità è nell’azione concreta diffusa sui territori. Per la pace e il disarmo”.

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Un investimento sul futuro

Il senso di questa operazione – dice a Globalist Sergio Bassoli, animatore della Rete per la pace – sta nello slogan che abbiamo scelto nell’annunciare questa ‘fusione’: l’unione fa la forza. Quello che abbiamo portato a compimento è un percorso iniziato nel 2014 con l’’Arena di pace’ di Verona. D’allora si è sviluppato un percorso di collaborazione e di coordinamento, promuovendo campagne e iniziative per la pace, il disarmo, la non violenza, cercando di unire più soggetti di diverse culture, di diverse anime ed esperienze. E questo ci ha permesso di guardarci in faccia e  dire è molto più produttivo ed efficace, abbiamo più forza , riusciamo a raggiungere più persone e con le istituzioni abbiamo una interlocuzione più forte. E quindi abbiamo dato vita a quel percorso di convergenza che ci ha portato oggi, Giornata internazionale della Pace, a far nascere una nuova Rete che unisce due Reti, come Rete Pace e Rete Disarmo, quest’ultima con la sua storia più che ventennale. Il nostro vuol essere uno spazio aperto a tutti quelli che si riconoscono in queste finalità, costruire la pace con il proprio agire quotidiano e incalzare la politica e le nostre istituzioni ad avere il coraggio e la responsabilità di essere coerenti con i principi della nostra Costituzione, con gli accordi e le convenzioni internazionali, e quindi assumere finalmente quel ruolo che l’Italia e l’Europa debbano avere, perché i venti di guerra non sono solo delle minacce teoriche, da convegno o conferenze accademiche. I problemi che sta vivendo l’umanità, e lo vediamo nel nostro quotidiano, sono altamente preoccupanti”.

Gli elenchi, si sa, possono sembrare un appesantimento di una lettura, e molto spesso lo sono. Ma ci sono occasioni, e questa è una di esse, nel quale gli elenchi danno conto della portata dell’evento che si racconta. Perché dietro ogni sigla c’è una storia, vi è il lavoro di migliaia di attivisti, di volontari, vi sono culture che hanno considerato la diversità come ricchezza, e che oggi si uniscono in un unico, grande soggetto.

Le organizzazioni aderentiRete della Pace

(ACLI, AGESCI, Accademia apuana della pace, Ambasciata democrazia locale, Amici della mezza luna rossa palestinese, ANSPS, AOI – Associazione di cooperazione e di solidarietà internazionale, Ara pacis iniziative, Archivio disarmo, ARCI, ARCI Bassa Val di Cecina, ARCI Verona, ARCS, Arci servizio civile, Associazione Perugia Palestina, Associazione per la pace, Associazione per la pace di Modena, AssopacePalestina, AUSER, CDMPI – Centro di Documentazione del Manifesto Pacifista Internazionale, CGIL, CGI Padova, CGIL Verona, CNCA, Comunità araba siriana in Umbria, Coordinamento comunità palestinesi, Coordinamento comasco per la pace, Coordinamento pace in comune Milano, CTA – centro turistico Acli PG – Encuentrarte, FIOM Cgil, FOCSIV, Fondazione Angelo Frammartino, Fondazione culturale responsabilità Etica, IPRI – rete CCP, IPSIA, Lega per i diritti dei popoli, Legambiente, Link2007 cooperazione in rete, Link – coordinamento universitario, Lunaria, MIR, Movimento europeo, Movimento nonviolento, Nexus Emilia Romagna, Per il mondo, Peacewaves, Piattaforma ong MO, Restiamo umani con Vik Venezia, Rete degli studenti medi, Rete della conoscenza, Rete della pace umbra, Tavola della pace valle Brembana, Tavola pace val di Cecina, Tavola sarda della pace, Tavola della pace di Bergamo, U.S. Acli, UDS, UDU, UISP, Un ponte per…, Ventiquattro marzo)

Le organizzazioni aderenti a Rete Italiana per il Disarmo

(ACLI – Archivio Disarmo – ARCI – ARCI Servizio Civile – Associazione Obiettori Nonviolenti – Associazione Papa Giovanni XXIII – Associazione per la Pace – Assopace Palestina – Beati i costruttori di Pace – Centro Studi Difesa Civile – Commissione globalizzazione e ambiente (GLAM) della FCEI – Conferenza degli Istituti Missionari in Italia – Coordinamento Comasco per la Pace – FIM-Cisl – FIOM-Cgil – Fondazione Finanza Etica – Gruppo Abele – Libera – Movimento Internazionale della Riconciliazione – Movimento Nonviolento – Noi Siamo Chiesa – Opal Brescia – Pax Christi Italia – Un ponte per… )

E se vi sembran poco….

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