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Storia d'amore e di solidarietà a lieto fine ai tempi del Covid

La lunga odissea di Jesus Jaime, che ha avuto la meglio sul Covid-19, si è conclusa questa mattina quando è stato dimesso dal centro di riabilitazione neuromotoria 'Maugeri' di Sciacca.

Jaime Mba Obono
Jaime Mba Obono

globalist Modifica articolo

9 Luglio 2020 - 11.16


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“Il miracolo per il quale abbiamo lottato si è avverato. Grazie, grazie, grazie di cuore ad ognuno di voi, siete stati parte integrante di questa storia, e lo sarete per sempre. La nostra riconoscenza e il nostro affetto per voi saranno sempre eterni”.
E’ il post che ha pubblicato oggi sul suo profilo Facebook Chiara Beninati, moglie di Jesus Jaime Mba Obono, l’informatico di 49 anni, cittadino italiano e originario della Guinea Equatoriale, colpito a fine aprile dal coronavirus nel paese africano e riportato a Palermo grazie all’intervento della Farnesina, del ministero della difesa e dell’aeronautica militare che, con un aereo attrezzato di barella di biocontenimento e sanitari specializzati, lo scorso 6 maggio, lo aveva prelevato nell’ospedale di Malabo, la capitale.
La lunga odissea di Jesus Jaime, che ha avuto la meglio sul Covid-19, si è conclusa questa mattina quando è stato dimesso dal centro di riabilitazione neuromotoria ‘Maugeri’ di Sciacca dove è stato ricoverato dal 22 giugno scorso per la riabilitazione respiratoria e motoria. Era stato ricoverato un mese e mezzo, prima, nel reparto di rianimazione, dove ha trascorso tre settimane, e poi in quello di malattie infettive, oltre una decina di giorni. Decisivi il coraggio e la tenacia della moglie, che aveva mobilitato la stampa invocando disperata l’aiuto delle istituzioni.
Jaime era arrivato in gravissime condizioni nell’unità di rianimazione dell’ospedale ‘Cervello’ diretta da Baldo Renda. Le prime cure e poi, giorno dopo giorno, i miglioramenti.

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