Il razzismo di Salvini: sono a Mondragone per parlare con le mamme che convivono con i rom

I residenti a Mondragone non sono rom. Sono bulgari. Ma tanto per lui uno vale l'altro, l'importante è andare a soffiare sul fuoco della protesta. 

Salvini

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globalist 29 giugno 2020
Matteo Salvini non ha preso bene le contestazioni a Mondragone. Abituato com'è ai bagni di folla, quando non incontra più il consenso che aveva fino ad appena 6 mesi fa si innervosisce e non poco. E chi è nervoso tende a confondersi.
"Immaginate un politico del Pd, del M5s, di Rifondazione Comunista, che viene interrotto con lanci di sassi, bastoni, bottiglie, sputi e insulti... Ci sarebbe in tv la diretta a rete unificate: allarme, le destre, i fascisti, nazisti, i razzisti, giustamente condannati. E la mia condanna sarebbe immediata". 
Che Salvini condanni le manifestazioni dei fascisti, nazisti, razzisti è un'invenzione bella e buona, ma non è questa, per quanto possa essere assurdo, la cosa più grave che ha detto: "I giornalisti mi hanno chiesto se era il caso di venire a Mondragone... Ma stiamo scherzando? Se uno per parlare con mamme che convivono coi Rom deve chiedere il permesso ai centri sociali. Ma sono sicuro che domani ci sarà il Savianmo, il Travaglio di turno... Ma non mi fanno paura, mi fanno un misto di pena e di schifo. E magari qualcuno di loro è pure a libro paga della camorra".
Oltre all'infamante accusa ai 'giornalisti', bene formulata per non attirare querele (Salvini ormai è un maestro), i residenti a Mondragone non sono rom. Sono bulgari. Ma tanto per lui uno vale l'altro, l'importante è andare a soffiare sul fuoco della protesta.