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Nel silenzio generale si è ucciso un altro bracciante: si chiamava Joban Singh e aveva 25 anni

L'onorevole Susanna Cenni (Pd) ha presentato un'interrogazione parlamentare ai Ministri del Sud, del Lavoro, dell'Interno

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globalist

17 Giugno 2020 - 16.11


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Joban Singh aveva 25 anni. Era venuto in Italia per lavorare, ma era diventato uno schiavo del caporalato. Per questo si è tolto la vita, cinque giorni fa a Sabaudia, mentre in Italia si discute ferocemente di Indro Montanelli. Si è ucciso nel silenzio, vittima di un sistema schiavista di cui l’Italia non parla. 
L’onorevole Susanna Cenni (Pd) ha presentato un’interrogazione parlamentare ai Ministri del Sud, del Lavoro, dell’Interno: nel documento si cita “una recente inchiesta del giornalista Marco Omizzolo che ha svelato come le organizzazioni criminali continuino a utilizzare il mercato ortofrutticolo di Fondi (uno dei più grandi d’Europa) come strumento privilegiato per operazioni illecite di agromafia, sfruttamento del lavoro nero e traffico di droga”, viene ribadita la necessità di combattere la piaga del caporalato e “sostenere il lavoro e le filiere legali, valorizzando ed incentivando al tempo stesso quelle imprese convinte che la qualità del lavoro in agricoltura sia un elemento fondamentale per il made in Italy”.

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