Don Ciotti sulle armi all'Egitto: "Uno schiaffo alla democrazia e alla famiglia Regeni"
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Don Ciotti sulle armi all'Egitto: "Uno schiaffo alla democrazia e alla famiglia Regeni"

Il presidente di Libera e Gruppo Abele: "La politica nazionale e internazionale non cambierà mai finché la sua etica si fermerà alle parole e alle intenzioni.

don Luigi Ciotti
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13 Giugno 2020 - 10.06


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Ha ragione e la scelta del governo è davvero deplorevole: duro j’accuse di don Luigi Ciotti, presidente di Libera e Gruppo Abele, sulla fornitura di armi all’Egitto: “E’ un atto inaccettabile per chiunque creda nella democrazia ed è uno schiaffo per chi come i familiari di Giulio Regeni hanno avuto da quelli regimi sofferenze e lutti.”

“L’etica – scrive don Ciotti – non ammette mediazioni o negoziati. Il contratto per la fornitura militare all’Egitto è una violazione anzi una negazione di un principio fondamentale della democrazia: non fare affari con regimi totalitari. E’ un atto inaccettabile per chiunque creda nella democrazia ed è uno schiaffo per chi come i familiari di Giulio Regeni hanno avuto da quei regimi sofferenze e lutti. La politica nazionale e internazionale non cambierà mai finché la sua etica si fermerà alle parole e alle intenzioni. Ne abbiamo sentite tante parole e ne siamo stanchi. Non cambierà mai finché le ragioni del profitto saranno più importanti di quelle della giustizia e del bene comune. Quindi ribadiamo: niente armi all’Egitto”.

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Luigi Ciotti aderisce alla campagna promossa dalla Rete Italiana per il Disarmo, Rete della Pace ed Amnesty International per bloccare l’invio di armamenti all’Egitto di al-Sisi.

 

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