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La leghista Donato tenta di fare un flashmob con il clacson contro il Mes: viene fermata dalla polizia

In seguito la presidente del progetto Eurexit ha spiegato: "I poliziotti hanno ritenuto che l'attività politica di un parlamentare sia un motivo legittimo per uscire"

Francesca Donato
Francesca Donato

globalist

10 Aprile 2020 - 16.13


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Figuraccia per la leghista Francesca Donato, presidente del progetto Eurexit, che ha organizzato un flash mob di protesta contro l’accordo raggiunto dall’Eurogruppo. “È mezzogiorno e inizio a suonare il clacson contro questa vergogna assoluta, non ci sto a stare zitta mentre svendono il mio paese”, dice, documentando con un video la protesta inscenata a Mondello. L’iniziativa, però, attira anche l’attenzione di una pattuglia della Polizia e il video si interrompe quando si avvicina un agente. “Buongiorno signora, ha finito di suonare?”, chiede l’agente.

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“Mi hanno chiesto il motivo del perché suonassi il clacson – racconta la leghista – mi hanno fatto compilare l’autocertificazione, si sono consultati, anche con la Digos, e poi hanno ritenuto che l’attività politica di un parlamentare sia un motivo legittimo per uscire, quindi nessuna contravvenzione, né verbale”.

L’iniziativa doveva essere condivisa con i cittadini: “Chiedo ai cittadini di non esporsi alle multe, cercheremo di fare una protesta sonora, ma senza uscire di casa, faremo ancora rumore dalle finestre e dai balconi, gridando ‘Conte dimettiti’ e ‘Gualtieri dimettiti'”.

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Per la presidente di Eurexit “siamo di fronte al tradimento della Costituzione e della democrazia parlamentare, ora lo scenario Grecia è di fronte a noi, andremo in default e i nostri titoli di stato, con il Mes, diventeranno spazzatura il giorno dopo”.

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