Ad Agazzano il silenzio speciale per i morti: a suonare il sax il sindaco jazzista

L'omaggio del giovane primo cittadino Mattia Cigalini, nome importante del jazz italiano e non solo. Nel paese di duemila abitanti ci sono stati due morti

Mattia Cigalini

Mattia Cigalini

Marco Buttafuoco 31 marzo 2020
Bandiere a mezz’ asta oggi, in tutta Italia. Ad Agazzano, piccolo comune del piacentino si è svolta una cerimonia un po’ diversa. Un musicista ha suonato, al sax alto, in piazza, davanti alla bandiera, il Silenzio fuori ordinanza. Non è un musicista qualsiasi ma il Sindaco del paese, il giovane Mattia Cigalini, nome importante del jazz italiano e non solo. Il Comune, di soli duemila abitanti, ha perso due cittadini. E’ una piccola comunità, nella quale ogni morte è una ferita della memoria. Il Sindaco, ha officiato, nella piazza vuota, il primo rito funebre, laico, per i suoi morti e anche per tutti coloro che l ’Italia ha perso e sta perdendo in queste settimane. Il primo tributo di memoria, in questo tempo senza funerali e senza lacrime collettive.
“Sì, il mio pensiero era per tutte le vittime, per tutti gli italiani. Qui abbiamo un decesso accertato per Covid19, l’altro caso è incerto, ma cambia poco. Senza il virus quella persona sarebbe probabilmente ancora con noi. Abbiamo tredici casi di contagio di cui alcuni molto seri e una ventina di persona in quarantena. La quotidianità? Non esiste più una dimensione sociale. Anche il Comune è chiuso e io resto a casa, con mia moglie e le mie bambine, lavorando al telefono. I cittadini possono chiamarmi H24 Stamattina ho parlato in video conferenza con Stefano Bonaccini e ho tenuto una lezione individuale di sassofono via Skype, tutto qui. Esco per portare, insieme ad altri volontari, la spesa alle famiglie che ne hanno bisogno. Siamo riusciti a ottenere qualche migliaio di mascherine e vedremo di distribuirle porta a porta a chi ha più difficoltà . La comunità è molto forte e unita, chi può non si tira indietro se c’è da rendersi utile. Vedremo cosa accadrà in futuro, oramai viviamo alla giornata, trincerati, dal momento che questa malattia è imprevedibile, mutevole"