Parma nei giorni del Coronavirus tra negozi chiusi e medici in prima linea

La città è calma, anche se preoccupatissima. I servizi essenziali funzionano bene e molti anziani girano sulle loro biciclette, in un traffico decisamente più tranquillo del solito.

Negozio chiuso per il coronavirus

Negozio chiuso per il coronavirus

Marco Buttafuoco 5 marzo 2020
Ieri nel parmense, si sono verificati trenta nuovi contagi.
Ieri mattina ho telefonato all’Ospedale di Parma. Giravano voci di sospensione degli esami clinici non urgenti. Dovendomi sottoporre la prossima settimana a uno di essi ho voluto controllare se fossero previsti slittamenti o restrizioni varie.
Il medico che mi ha risposto, un primario è stato molto chiaro e gentile Gli esami sono tutti confermati. La routine dell’Ospedale va avanti normalmente; l’unica variazione è il luogo del suo esame, dal momento che il padiglione dove abitualmente lavoro è stato adibito a presidio anti Covid-19. Le comunicheremo il nuovo sito al più presto. Stia pure tranquillo, da noi ha meno possibilità di contrarre il contagio di quante ne possa avere in un supermercato, di quando prende un caffè al bar. Abbiamo predisposto tutto. Naturalmente viviamo alla giornata, fra qualche giorno potrebbe essere tutto diverso. “ La sua voce è calma, sicura e rassicurante. La realtà di Parma è questa. Si vive alla giornata, si naviga a vista.”.
La comunità cinese ha chiuso tutti i negozi. i ristoranti e i bar; quello dove ogni tanto mi fermo a prendere un caffè annuncia la chiusura a tempo indeterminato e saluta i suoi clienti con simpatico “ Ci rivediamo presto…”
Il traffico è, tutto sommato, abbastanza vivace. Qualcuno per strada, fa battute sulla situazione. Poche mascherine. Chi si ferma al bar per un caffè lo prende, spesso, restando al banco, ma la consapevolezza che il peggio non è alle spalle è diffusa, anche se non si manifesta in insofferenza o in mugugni. Il sindaco Pizzarotti combatte duramente per tenere alto il morale.
Parlo con un medico di base: “Lavoro praticamente tutta la giornata e, a sera , non spengo, come facevo prima, il cellulare. I pazienti collaborano. Chi ha i sintomi non viene in ambulatorio; quando deduco, al telefono, qualcosa di particolarmente sospetto, invio l’interessato alle tende erette davanti all’Ospedale Maggiore dove viene effettuata selezione più accurata di chi ricoverare o destinare all’isolamento domiciliare. Noi non possiamo più visitare a casa. Se dovessimo rimanere contagiati, noi come gli infermieri domiciliari, migliaia di persone rimarrebbero prive del loro primo punto di riferimento. 
Il medico di base è sempre, non solo in questi momenti, una sorta di confessore laico per i pazienti Ci tengo anche a dire, per inciso che per il futuro visto il pensionamento prossimo di molti di noi, ci saranno problemi per moltissimi pazienti visto anche il persistere del numero chiuso a Medicina.
 Noi, in questi giorni, svolgiamo anche un ruolo psicologico importante; tranquillizziamo, orientiamo, spieghiamo i pericoli reali , diamo pacatamente un’opinione in mezzo a un delirio di notizie contraddittorie , grazie anche ai social, e decisioni nebulose. In più ci sono anche gli altri malati, quelli affetti da altre patologie gravissime, che non possono essere trascurati. Siamo molto sbrigativi con chi viene in ambulatorio senza manifestare patologie reali, ma bisogna dar risposte anche ai tanti che, pur non contagiati, si sentono in ansia per i tanti problemi che il futuro pone o, magari, per qualche piccolo sintomo innocuo. Sì , sono stanco, ho quasi settant’anni, ma ho sempre saputo che diventare medico avrebbe potuto comportare anche vivere situazioni d’emergenza; è il mio dovere e sono contento di poter essere un piccolo faro in questo momento buio. Consigli? Molta prudenza, molta; il virus è subdolo e spesso asintomatico, a volte si manifesta in maniera blanda, ma può colpire, duramente, tutti. “
Ecco, mi ripeto la città è calma, anche se preoccupatissima. I servizi essenziali funzionano bene e molti anziani girano sulle loro biciclette, in un traffico decisamente più tranquillo del solito. Tre giorni di pioggia e la minore circolazione delle auto hanno reso l’aria più gradevole di quanto non sia abitualmente nella pianura padana. Domani è un altro giorno.