Bassetti (Cei) sulle guerre: "La Chiesa deve diventare ponte per favorire riconciliazione e pace"

Il cardinale presidente della Conferenza episcopale italiana in vista dell'Incontro internazionale sul 'Mediterraneo frontiera di pace' che si terrà a Bari e che sarà concluso da Papa Francesco.

Cardinale Bassetti

Cardinale Bassetti

globalist 16 febbraio 2020
Parole che spiegano quale sarà l’atteggiamento della Chiesa: "Se il Mediterraneo è il concentrato o la cartina al tornasole dei problemi del mondo, non possiamo far finta di non vedere quello che accade e neppure possiamo scivolare nella rassegnazione: è l'ora della responsabilità, è l'ora dell'impegno, è l'ora della pace che tutti siamo chiamati a costruire e la Chiesa non intende stare con le mani in mano".
Lo ha detto il cardinale Gualtiero Bassetti presidente della Cei, intervistato da 'Avvenire' in vista dell'Incontro internazionale sul 'Mediterraneo frontiera di pace' che si terrà a Bari e che sarà concluso da Papa Francesco.
"La Chiesa - spiega Bassetti - intende farsi ponte fra i popoli, alimentando una continua tensione verso il perdono e la riconciliazione. Fra guerra e pace c'è già un vincitore: la pace. Non è un'utopia, però va fatta trionfare con una pratica attiva e creativa ed è la sfida del nostro Incontro". Il presidente della Cei, tuttavia, osserva che "negli ultimi anni i problemi dell'intero bacino mediterraneo si sono acuiti".
Bassetti cita "i nuovi focolai in Iraq, la lunga guerra civile in Libia, l'inferno della Siria, le tensioni in Turchia, il latente conflitto israelo-palestinese, le fibrillazioni in Libano, le ferite ancora aperte nei Balcani. A tutto ciò, si aggiungono fattori destabilizzanti come il fondamentalismo, le migrazioni di massa, il mancato sviluppo che non consente un reale protagonismo del Medio Oriente e del Nord Africa. In questo contesto - esorta il presidente della Cei - l'Europa deve riscoprire la sua anima, fondata sulla fede, sulla dignità della persona umana e sulla solidarietà".