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Giornata della Memoria, Liliana Segre agli studenti: "Rimanete vigili, il pericolo è ancora tra noi"

La Senatrice a vita a Modena per la Giornata della Memoria di lunedì 27 gennaio: "Ricordate sempre l'ammonimento di Primo Levi: attenzione, perché è avvenuto e può avvenire di nuovo."

Liliana Segre
Liliana Segre

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24 Gennaio 2020 - 15.55


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Con l’avvicinarsi della giornata della Memoria, lunedì 27 gennaio, Liliana Segre si è recata a Modena (dove è cittadina onoraria) e si è rivolta ai ragazzi delle scuole medie: “Auguro a tutti voi di rimanere sempre vigili nel respingere i pericoli del razzismo, dell’antisemitismo, della xenofobia che purtroppo sono ancor oggi vivi e si nascondono fra noi e intorno a noi” ha detto la senatrice a vita. 
Alla serata “Passi nella memoria” organizzata dalla scuola Marconi, in programma mercoledì prossimo alle 20.30, parteciperà anche l’assessora all’Istruzione Grazia Baracchi. Non potrà invece essere fisicamente presente in città per parlare di memoria e di Shoah ai ragazzi, invitata dalle scuole Carducci, Segre, che avendo spiegato anche di recente come l’età non le consenta più di recarsi di persona nelle classi in giro per la penisola, ha voluto però portare a tutti i giovani modenesi la propria testimonianza forte e attenta.
Il Giorno della memoria “è importante- scrive Liliana Segre- perché ci spinge a riflettere, ad approfondire la nostra conoscenza della storia, a reagire all’indifferenza. Nessuno più di me è sensibile al tema dell’indifferenza. Quando fu inaugurato il Memoriale della Shoah di Milano chiesi che fosse scolpita a caratteri cubitali proprio la parola ‘Indifferenza’ sul muro del binario 21, quello da cui partivano i vagoni piombati verso i campi di sterminio nazisti. Quando infatti nel 1943 partimmo ammassati in un carro bestiame sentimmo su di noi proprio il vento gelido dell’indifferenza, la lontananza della nostra città e dei nostri concittadini. Indifferenza è quando nessuno ti parla, nessuno ti vede, nessuno ti pensa, nessuno ti aiuta, tutti voltano la testa dall’altra parte. E invece appunto bisogna conoscere, denunciare, reagire. Ricordate sempre l’ammonimento di Primo Levi: attenzione, perché è avvenuto e può avvenire di nuovo.”

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