Parla lo 'spacciatore' minorenne importunato da Salvini: "Sono pulito, come si è permesso?"

Il ragazzo ha deciso poi di denunciare la signora che lo ha segnalato al Capitano: "Ho dei precedenti, ma sono pulito da tempo. Vado a scuola e i miei genitori lavorano"

Salvini al citofono

Salvini al citofono

globalist 22 gennaio 2020
Ha solo 17 anni lo 'spacciatore' che ieri Matteo Salvini ha stalkerato sotto casa sua, andando a citofonare a una famiglia tunisina nel quartiere Pilastro di Bologna, chiedendo di salire a casa per controllare se le accuse di spaccio fossero vere. Il ragazzo non era in casa e al citofono hanno risposto i genitori. Ma il ragazzo non ha intenzione di tacere: "Vado a scuola, faccio una vita normale e non mi manca nulla. Ho dei precedenti ma sono pulito da un bel po', come si sono permessi?". 
E poi, la scelta: il ragazzo ha deciso di denunciare non Matteo Salvini, ma la signora che l'ha denunciato al Capitano della Lega. "Mia madre ha 67 anni, mio padre si spacca il culo, se vai a casa trovi i vestiti di Bartolini – spiega il ragazzo – Lui ci è rimasto molto male".  Difende poi anche il fratello, “che non fa queste cose, lui gioca a calcio”.
Salvini è andato a citofonare in quel palazzo dietro indicazione di una signora residente, che ha dichiarato di 'ricevere minacce di morte' perché 'nel palazzo si spaccia'. Seguendo sempre le indicazioni della donna, ha suonato al citofono di una famiglia di origine tunisina su indicazione della signora. Al citofono ha risposto un uomo e Salvini l'ha interrogato: “Buonasera. Lei è al primo piano? Ci può far entrare cortesemente? Perché ci hanno segnalato una cosa sgradevole e volevano che lei la smentisse, ci hanno detto che da lei parte lo spaccio del quartiere. Giusto o sbagliato?”.