Dopo l'articolo su Salvini, minacce al direttore di Repubblica: "Verdelli, ti scanno come un maiale"

Più passano i giorni, più la violenza sdoganata dal capo leghista si fa pericolosa. È comparso un account chiamato Cancellare Verdelli, che oggi scrive minacce al direttore di Repubblica

Carlo Verdelli

Carlo Verdelli

globalist 16 gennaio 2020

Ieri la prima pagina di Repubblica si apriva con un’editoriale del direttore Carlo Verdelli titolato ‘Cancellare Salvini’. Un titolo ovviamente provocatorio che faceva riferimento al dover cancellare i decreti sicurezza e che è stato usato da Salvini in pubblica piazza come la prova di un attacco in corso contro di lui.


Una reazione che non poteva essere inattesa da Repubblica, che oggi ha risposto alle accuse di Salvini con un secondo editoriale, dal titolo ‘Eppure Salvini sa leggere’, difendendo la propria linea editoriale che è chiarissima ed esplicitata nell’articolo.


Purtroppo, pretendere che in Italia oggi i giornali si leggano fino in fondo senza fermarsi al titolo è praticamente fantascienza. E Salvini lo sa benissimo, quindi scatenare l’odio contro Repubblica - e le basi erano già solide - non ha richiesto tanto sforzo.


Ma si registra un altro dato, più preoccupante. Più passano i giorni, più la violenza sdoganata dal capo leghista si fa pericolosa. Oggi Salvini ha preso in giro un ragazzo disabile, in una gogna medievale da far venire la pelle d’oca. E su twitter i suoi seguaci imparano in fretta: è comparso un account chiamato Cancellare Verdelli, che oggi scrive, con tanto di immagine di un coltellaccio insanguinato: “Carlo Verdelli, comunista ebreo, riprovaci un'altra volta e ti giuro che ti squarto come un maiale”.


Un account che conta solo due following, nato ieri, è ben poca cosa ne mare magnum di Internet. Così come è poca cosa Enzo2020, un altro account con poco più di 400 follower, nato quest’anno, che ieri ha diffuso un video contro i migranti che però risale a un anno fa. Poche cose che sommate diventano una cosa enorme, ingestibile, un enorme siluro di violenza che i radar non riescono a vedere fino a che non è troppo tardi.