Un sindaco di Fratelli d'Italia "licenzia" un sindaco del Pd: è polemica
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Un sindaco di Fratelli d'Italia "licenzia" un sindaco del Pd: è polemica

"Troppe assenze, anche se giustificate" fa sapere Ferrari. La Cgil attacca: "Vergognoso far passare Giacomo Termine, sindaco di un piccolo paese del Grossetano per un assenteista"

Francesco Ferrari
Francesco Ferrari
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31 Dicembre 2019 - 17.12


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“Macché questione politica, qui c’è soltanto un dipendente in prova al Comune di Piombino che non ha superato la prova per troppe assenze. Anche legittime, lui è sindaco di Monterotondo Marittimo (Grosseto) e ha diversi altri incarichi politici, ma nell’ultimo anno da noi è stato presente per 60 giorni su 250”. Lo racconta Laura Montanari su Repubblica. Francesco Ferrari, sindaco di Piombino (Livorno) dice di non capire le polemiche. Eppure è facile: a Giacomo Termine, sindaco del Pd in un piccolo paese del Grossetano, Monterotondo appunto, e in prova come funzionario del settore ambiente, non è stato confermato il contratto. Licenziato con una lettera che gli è stata consegnata il 24 dicembre e che diceva che dal giorno prima, per lui, il lavoro a Piombino era concluso. “Eh no, non si può dire licenziato dal momento che era in prova” puntualizza Ferrari (Fratelli d’Italia), a capo di una giunta di centrodestra, la prima che governa la città toscana della siderurgia dopo anni di amministrazioni rosse.
Il sospetto di una faida politica è forte ed è sostenuto dal Pd che in un post su Facebook attacca: “La politica è sangue e merda, diceva Rino Formica, e avevi sempre pensato che peccasse di eccessivo cinismo. Poi leggi questa storia e ti dici che forse aveva ragione lui. Capita che ti chiami Giacomo Termine e sei stato scelto dai cittadini per ricoprire il ruolo di sindaco… Capita anche che il tuo sia un piccolo Comune, come Monterotondo Marittimo, dove l’indennità è di appena 450 euro mensili. Capita allora che hai pure un ‘lavoro vero’, come impiegato comunale, magari a Piombino. Capita, però, che dopo un anno dalla tua assunzione il Comune dove lavori si ritrova amministrato da un sindaco dello schieramento politico opposto al tuo il quale, senza pensarci due volte, ti licenzia. Il motivo? Troppe assenze. Peccato che quelle assenze non le hai fatte per andare a giocare a freccette ma, nel pieno rispetto della legge, per assolvere all’incarico che ti è stato assegnato dai cittadini”.

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