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Agrigento, la Curia mette in vendita la storica chiesa dell'Itria e scoppia la polemica

La chiesa dell’Itria è parte della storia religiosa, culturale e sociale della città. L'annuncio ha suscitato molte critiche

La Chiesa dell'Itria
La Chiesa dell'Itria

globalist

12 Dicembre 2019 - 18.28


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“Vendiamo in esclusiva ex chiesa dell’Itria con grande giardino di pertinenza, comunicante con altro giardino di Villa Amoroso”. L’annuncio, sulle inserzioni di una grande agenzia immobiliare. Sono richiesti 90mila euro per 300 metri quadri. Indicato anche l’onere mensile qualora la si voglia acquistare con un mutuo. E la cosa fa discutere, ad Agrigento, dove la chiesa dell’Itria è parte della storia religiosa, culturale e sociale della città. L’Itria è una struttura di impianto cinquecentesco, tenuta in esercizio dai padri Liguorini fino al 1939, anno in cui fu abbandonata. La chiesa, con l’annesso giardino,è in vendita da molti anni. “Sarebbe interessante sapere – ci si chiede in città – perché la Curia dismetta con tanta facilità beni così importanti per le comunità parrocchiali, e non solo…”.

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L’appartamento in vendita ha accesso dal cortile Itria, su via Duomo, attraverso un portale tardo rinascimentale con evidenti influenze barocche, sovrastato da due finestroni rinascimentali con mensole, stipiti e regoli in pietra lavorata. La stessa agenzia scrive che “è un immobile di grande pregio architettonico”, aggiungendo che la struttura è “riutilizzabile per centro culturale e locali per mostre”. Ed ancora, nell’annuncio si legge:”Un vero gioiello architettonico. Rarità. Fanno parte della proprietà, adiacenti all’ex chiesa, diversi locali accessori e un appartamento, in atto al grezzo e in buono stato di conservazione, destinabile ad abitazione o struttura turistico ricettiva”. Leggasi B&B o simili.

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La Chiesa dell’Itria ad Agrigento venne costruita verso la fine del 1500 da una colonia greco-albanese. Sant’Alfonso dei Liguori ottenne dal vescovo Lucchesi-Palli la concessione della Chiesa per i suoi Liguorini che la tennero sino alla costruzione della vicina chiesa di Sant’Alfonso. Abbandonata, la chiesa crollò (metà del XIX secolo); una bomba, durante l’ultimo conflitto mondiale, completò la distruzione della parte sud. È integra, anche se rovinata, la facciata. All’interno si conserva la parte nord dell’unica navata. La facciata della chiesa è importante testimonianza di architettura manieristica. Un rigoglioso giardino cresce oggi nel suo interno. “Certo, non è pensabile un intervento di ripristino della Chiesa – dicono quanti vorrebbero una diversa fine dell’Itria –  ma una sua utilizzazione a pubblico giardino, nel quadro di altri interventi da realizzare nella zona del Duomo, potrebbe esaltare il poco che è rimasto, anche in omaggio alla memoria della città”.

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