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Le goffe scuse del sindaco di Biella dopo il no alla Segre: "Sono cose di 70 anni fa..."

Per Claudio Corradino "se questa storia si tira fuori adesso è perché c'è un tentativo di minare la libertà di espressione"

Claudio Corradino
Claudio Corradino

globalist

20 Novembre 2019 - 16.33


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Scusarsi in maniera normale e senza combinare ulteriori disastri sembra essere un’impresa impossibile per i sindaci di destra: Claudio Corradino, sindaco di Biella in questi giorni al centro delle polemiche per aver prima rifiutato la cittadinanza a Liliana Segre e averla poi offerta a Ezio Greggio (che l’ha rifiutata), ha commentato dai microfoni di Radio Capital che la risposta negativa di Greggio non gli ha fatto piacere: “è meglio che non parli con Greggio, ha mandato un comunicato ai giornali, io avrei preferito una condivisione. Ma ha fatto quello che era giusto fare, io stesso sarei stato per un rinvio”.
Non contento, Corradino ha addirittura minimizzato la terribile storia di Liliana Segre: “La signora ha subito quello che ha subito 70 anni fa – ha proseguito – voglio dire che si tira fuori la signora adesso evidentemente perché c’è un tentativo di minare la libertà espressione”.
“Il fatto di voler censurare alcune espressioni a me fa pensare al peggior maccartismo. Tutto l’impianto che c’è dietro la signora non mi piace. C’è gente che vuole approfittare delle sofferenze che la signora ha subito”, ha concluso Corradino.
“Sono davvero incredibili questi sindaci della destra: dopo la figuraccia di quello di Piombino ora tocca al sindaco di Biella fare un pasticcio sulla non concessione della cittadinanza onoraria a Liliana Segre” ha affermato Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana-LeU.
“Non contento della lezione di civiltà, e rispetto della memoria ricevuta da Ezio Greggio, oggi – prosegue il parlamentare di Leu – ha cercato anche di rubargli il lavoro di comico, rendendosi ridicolo nel tentativo di rimediare. Sostenere che
si tratta di vicende vissute da Liliana Segre ormai 70 anni fa, come se questo le rendesse meno rilevanti per la nostra attualità, è semplicemente indegno.”
“Un’umiliazione che la città di Biella, con la sua storia, – conclude Fratoianni – poteva ben risparmiarsi”

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