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Lavoro che non c'è e sogni infranti, gli incubi della nuova generazione che festeggia Halloween

L’incubo peggiore di 1 su 5 è di non trovare un lavoro stabile, il 15% teme di dover rinunciare ai suoi obiettivi, 1 su 10 di non guadagnare abbastanza. Ma c’è chi si preoccupa anche per clima e guerre.

Generazione Z
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globalist

31 Ottobre 2019 - 10.13


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La notte delle streghe? Non fa paura quanto un colloquio di lavoro andato male. Questo è quanto emerge da un sondaggio online, effettuato da Skuola.net in occasione di Halloween 2019, su più di 5mila giovani appartenenti alla Generazione Z. L’incubo peggiore di 1 su 5 è di non trovare un lavoro stabile, il 15% teme di dover rinunciare ai suoi obiettivi, 1 su 10 di non guadagnare abbastanza. Ma c’è chi si preoccupa anche per clima e guerre.

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Quella per il lavoro (che non c’è) è una vera ossessione anche per i più giovani: quasi 1 su 2, infatti, mette in vetta alle proprie paure qualcosa che ha a che fare con il futuro lavorativo. Il 19% teme di non riuscire a trovare un’occupazione stabile, il 15% di non ottenere il lavoro dei sogni, l’11% di non arrivare a guadagnare quanto vorrebbe. A cui si aggiunge un 9% che pensa che non potrà costruirsi una famiglia (causa entrate insufficienti). Ma nel campionario delle preoccupazioni delle nuove generazioni ci sono anche cose che solo indirettamente li riguardano. Sono i grandi problemi che tengono sulle spine l’Italia e il mondo contemporaneo tutto. Ma su cui i ragazzi si sono dimostrati sensibili in più di un’occasione: circa 1 su 10, ad esempio, non vorrebbe che tra qualche anno ci si debba occupare dei disastri climatici generati dalla scarsa cura dell’ambiente.
Più o meno gli stessi (9%) hanno paura dello scoppio di una guerra su scala internazionale. Il 5% teme il perdurare della crisi economica che affligge il nostro Paese. Altrettanti (5%) l’avvicendarsi di governi incapaci di gestire la situazione. Non è invece visto come uno scenario da tenere in considerazione l’insorgere di un governo autoritario (3%).

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“Tutto sarà controllato dalla tecnologia. I robot ci ruberanno il lavoro”: questo è lo sfogo di uno degli intervistati sul tema più pungente, quello della disoccupazione. “La mia generazione è troppo poco sicura delle sue possibilità” gli fa eco un altro. E c’è chi rincara la dose: “Anche con una forte specializzazione non si trova lavoro”. Ancora più pessimista chi si preoccupa fortemente di un possibile collasso nel nostro Paese: “Non ci sarà più lavoro e l’Italia diventerà il paese delle indecisioni politiche e la sua economia precipiterà”. Il disagio è evidente, e gli studenti puntano il dito contro “i grandi”: “Siamo nelle mani di nessuno, i politici non pensano a noi giovani!”.

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Se il “mostro” dell’instabilità lavorativa turba i sonni delle nuove generazioni, non manca l’allarmismo sull’ambiente, che assume toni quasi apocalittici: “Se non si fa qualcosa il mondo sarà troppo inquinato per viverci”; “Le risorse presto saranno esaurite”; “Il clima è instabile, non tutti stanno facendo qualcosa per cercare di migliorare la situazione”; “Ho paura delle guerre per i disastri che hanno fatto nel passato”. Chi compie i disastri, in questo caso, sono “loro”, gli adulti (ovvero noi), che non sempre fanno una bella figura.

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