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Bonifici taroccati: la grillina Giulia Sarti si dimette da presidente della Commissione Giustizia

Il pm di Rimini ha archiviato l'accusa contro l'ex fidanzato della Sarti, che la grillina aveva messo in mezzo per salvarsi la faccia

Giulia Sarti
Giulia Sarti

globalist

26 Febbraio 2019 - 17.10


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Altro che onestà: la grillina Giulia Sarti, che era stata accusata di appropriazione indebita di 23mila euro dovuti al Movimento cinque stelle per il fondo sul microcredito, si è dimessa dal suo ruolo di presidente della Commissione Giustizia in seguito all’archiviazione, da parte del tribunale di Rimini, dell’accusa a Bogdan Andrea Tibusche, 38enne di origini romene ed ex fidanzato della Sarti, di aver rubato proprio lui quei soldi.
La storia dall’inizio
Giulia Sarti era comparsa nell’elenco de Le Iene dei grillini che non avevano versato il loro contributo per il fondo sul microcredito, ossia un fondo costituito da una parte degli stipendi restituiti dagli eletti cinque stelle per finanziare “tutte le persone che vogliono intraprendere o rilanciare un’attività imprenditoriale: microimprese, lavoratori autonomi, società di professionisti” come si legge sul volantino firmato proprio dal Movimento. 
Subito dopo lo scoop de Le Iene, la Sarti aveva provveduto a versare 23mila di contributi, ma denunciando quasi contestualmente l’ex fidanzato, Bogdan, che si occupava di gestire la sua contabilità, accusandolo dei bonifici mancati e dell’appropriazione indebita di altre somme dal suo conto corrente.
La difesa 
L’avvocato Mario Scarpa, difensore di Bogdan, aveva però consegnato agli investigatori delle registrazioni della chat di Telegram in cui Giulia Sarti avvertiva l’ex fidanzato che avrebbe fatto il suo nome per ‘salvarsi la faccia’. Oggi è arrivata la decisione del giudice e la Sarti ha scritto in una nota: “a seguito delle notizie riportate sulla stampa in merito alla richiesta di archiviazione per la querela da me sporta nei confronti di Andrea Tibusche Bogdan, annuncio le mie dimissioni da presidente della Commissione giustizia della Camera e, a tutela del MoVimento 5 Stelle, mi autosospendo”.
“In questa occasione, tengo anche a precisare che né Ilaria Loquenzi né Rocco Casalino mi hanno spinto a denunciare nessuno, ma si sono limitati a starmi vicino nell’affrontare una situazione personale e delicata”, conclude Sarti.

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