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Corruzione, l'imprenditore Ezio Bigotti agli arresti domiciliari

L'imprenditore piemontese, insieme ad un ex tecnico petrolifero Eni, sono stati indagati per corruzione in atti giudiziari e falso ideologico commesso da pubblico ufficiale.

Guardia di finanza
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globalist Modifica articolo

22 Febbraio 2019 - 08.27


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Ezio Bigotti, imprenditore piemontese, presidente del gruppo STI aggiudicatario di numerose commesse della Centrale acquisti del Tesoro (Consip) e di Massimo Gaboardi, ex tecnico petrolifero Eni, sono stati accusati di corruzione in atti giudiziari e falso ideologico commesso da pubblico ufficiale, e ora sono sottoposti agli arresti domiciliari.
Il procedimento è legato all’inchiesta della Procura di Messina, guidata da Maurizio de Lucia, sul cosiddetto “Sistema Siracusa” che, a febbraio dell’anno scorso, ha portato all’arresto di 13 persone accusate di far parte di un “comitato di affari” capace di condizionare indagini e procedimenti giudiziari. L’indagine coinvolse, oltre all’ex pm di Siracusa Giancarlo Longo, gli avvocati Piero Amara e Giuseppe Calafiore che da mesi collaborano coi magistrati.

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