Luca Traini, domani inizia il processo: "Non rinnego niente di quello che ho fatto"
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Luca Traini, domani inizia il processo: "Non rinnego niente di quello che ho fatto"

L'autore del raid razzista e fascista del 3 febbraio scorso, in cui rimasero ferite sei persone, non si pente. Il comune di Macerata si costituisce parte civile

Luca Traini
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8 Maggio 2018 - 14.31


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Per Luca Traini inizierà domani il giudizio per direttissima davanti alla Corte d’Assise. Inizia infatti mercoledì a Macerata il processo nei confronti dell’autore del raid razzista e fascista del 3 febbraio scorso quando aprì il fuoco e ferì sei migranti di colore “per vendicare l’omicidio di Pamela Mastropietro”.
Traini, ex candidato leghista, seminò il terrore nella cittadina marchigiana sparando dalla sua auto a tutte le persone di colore che incontrava per strada. Davanti ai giudici dovrà rispondere di strage aggravata dall’odio razziale, sei tentati omicidi, porto abusivo d’arma e di altri reati minori.
Traini non si è mai pentito e dopo la mancata strage aveva subito detto ai carabinieri che lo avevano arrestato che voleva “vendicare l’omicidio di Pamela Mastropietro”. E ancora in un interrogatorio in carcere “non rinnego niente di quello che ho fatto. Io volevo colpire chi spaccia, come quello che ha venduto la droga a Pamela. Non è colpa mia poi se a Macerata tutti gli spacciatori sono neri”.
E alla vigilia del processo a Luca Traini il comune di Macerata ha deciso che si costituirà parte civile. “E’ il danno morale e patrimoniale subìto dalla popolazione della città in conseguenza dei fatti del 3 febbraio – si legge in una nota – a orientare la scelta dell’istituzione in merito alla costituzione di parte civile. Si è leso il diritto soggettivo dello scopo sociale della comunità, si sono prodotti danni all’immagine, allo sviluppo turistico e a quello produttivo per approdare alle conseguenze di un’intera collettività, in termini di dolore, paura, sofferenza e sbigottimento. Sarà l’avv. Carlo Buongarzone a rappresentare il Comune”.
Al momento è stata formalizzata anche un’altra richiesta di risarcimento: quella di Jennifer Otioto, 25enne nigeriana, che ha chiesto 750 mila euro per essere stata ferita a una spalla.

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