La polemica non è di oggi, anche se oggi è continuata.
Ma vedere non solo un sindaco (che mi piacerebbe non venisse mai più rieletto) ma addirittura la maggioranza del consiglio comunale voltare le spalle alla memoria di Giulio Regeni mi fa ribollire il sangue.
Giulio Regeni, un povero ragazzo atrocemente torturato e ucciso brutalmente e da innocente in circostanze a dir poco oscure, in un contesto politico di barbarie e repressioni mentre le mani degli assassini sono occultate da un castello di menzogne e reticenze.
Chiedere verità e giustizia – perfino se a chiederla è una organizzazione super partes come Amnesty international – non va bene.
A Giulio Regeni, i suoi familiari e a coloro che gli hanno voluto bene, avete vergognosamente voltato le spalle per squallidi calcoletti di bottega, così infimi da diventare microbi che infestano la già infestata politica.
Considerate nemica e scomoda la verità sulla morte di Giulio Regeni.
Guardatevi allo specchio. Immaginate per un solo istante se Giulio Regeni fosse stato un vostro figlio, un fratello, un parente, un caro amico. Avreste la stessa arroganza e lo stesso sprezzo del dolore altrui?
Pensateci. Pensateci bene.
Non vi dirò, come pure vi è stato giustamente detto, di vergognarvi.
Vi auguro solamente che nessun vostro caro, figlio, marito, fratello, nipote, amico venga torturato e ucciso. Così non proverete quello strazio e nemmeno l’onta di trovare sul vostro cammino gente come voi. (E. Con.)
A voi che negate la pietà a Regeni auguro: mai un vostro caro sia ucciso
Fermate a riflettere un istante: se in Egitto fosse stato torturato vostro figlio?
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globalist Modifica articolo
11 Ottobre 2016 - 22.08
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