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La storia manipolata attraverso le immagini: la falsa foto delle foibe

Un'errore storico che va avanti da decenni. Si spera che nel futuro che questi uomini uccisi dagli italiani abbiano la giustizia e la collocazione storica che si meritano.

La storia manipolata attraverso le immagini: la falsa foto delle foibe

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10 Febbraio 2016 - 15.27


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La foto sopra è stata per anni usata da volantini, libri, giornali e anche programmi televisivi per rappresentare l’orrore delle foibe: i fucilati, per tutti, erano gli italiani che venivano uccisi dalle truppe jugoslave.

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A Porta a porta, il programma su Ra1 condotto da Bruno Vespa per la giornata del ricordo del 2012, finalmente si viene a scoprire che quell’immagine non c’entra nulla con le foibe: una delle ospiti, la storica Alessandra Kersevan fa notare che la foto ritrae la fucilazione di cinque ostaggi sloveni da parte delle truppe italiane durante l’occupazione italiana della Slovenia (1941-1943). Un altro ospite interviene sulla questione solo quando viene interpellato direttamente dalla Kersevan e conferma che il contenuto dell’immagine è completamente opposto a quanto viene fatto passare nella trasmissione. Quando è costretto a prendere atto che la foto ritrae effettivamente ostaggi sloveni fucilati da un plotone d’esecuzione italiano, il conduttore si giustifica dicendo che l’immagine è tratta da un libro sloveno. Questa vicenda che riporta in modo completo Piero Purini su [url”www.wumingfoundation.com”]http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=20649[/url] non ha comunque messo un punto a questo triste errore che oscura i carnefici facendoli apparire vittime.

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La fotografia venne scattata nel villaggio di Dane, nella Lo?ka Dolina, a sudest di Lubiana. Era il 31 luglio 1942. Questi i nomi dei fucilati:
Franc Zidnarsic, Jenez Kranjc, Franc Skerbec, Feliks Zidnarsic, Edvard Skerbec.
E’ duro ammetterlo ma anche nell’esercito italiano si documentavano stragi e crimini, non sono stati tutti “buoni i soldati italiani”.

Sempre Piero Purini racconta che “In alcuni casi l’uso della foto nei manifesti della Giornata del ricordo scatena reazioni internazionali: a protestare contro il clamoroso errore (ammesso e non concesso che non si tratti di una bufala voluta) è addirittura il Ministero degli esteri sloveno che segnala al Comune di Bastia Umbra l’uso improprio della fonte. Altre volte lettere giungono da storici indipendenti come Alessandra Kersevan, Claudia Cernigoi e Sandi Volk. Le reazioni sono spesso di scuse (con la conseguente rimozione del materiale iconografico da siti on line), ma in alcuni casi – quali quella dell’assessore alla cultura di Bastia Umbra Rosella Aristei – si procede ad un’improbabile giustificazione dell’uso della foto come denuncia simbolica della violenza, esecrabile in tutte le sue varie forme”. Conclude con una speranza che condividiamo anche noi di Globalist: “Si spera che da ora in poi finalmente Franc ?nidar?ič, Janez Kranjc, Franc ?kerbec, Feliks ?nidar?ič ed Edvard ?kerbec possano avere la giustizia e la collocazione storica che si meritano”.

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