I politici litigano e il tram a Palermo gira vuoto
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I politici litigano e il tram a Palermo gira vuoto

Tre linee costate trecentoventi milioni di euro. Un trenino costoso ma che non funziona a regime perché non ci si mette d'accordo

I politici litigano e il tram a Palermo gira vuoto
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21 Dicembre 2015 - 22.38


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Trecentoventi milioni di euro è troppo per un trenino. Tanti otto anni di lavoro per realizzarlo, fin qui. Più che un trenino e un tram ma, ad oggi, la funzione è quella di un maxi trenino giocattolo, senza altro uso se non quello degli occhi che lo guardano andare in giro per Palermo, su tre linee, sempre senza passeggeri.

La Sicilia ama i paradossi e per scelte sgangherate si è pure beccata l’insulto del professor Vecchioni, cantautore. La vicenda del tram di Palermo è davvero da far urlare, imprecare, senza per questo dover scendere alla volgare definizione del prof cantautore. Tram vuoto, senza un solo passeggero, senza un solo biglietto staccato. Già. Tram in giro, in un collaudo senza fine. Attende che la politica decida chi debba gestire il servizio, con quali soldi, con quale personale.

Il sindaco Leoluca Orlando, che aveva promesso l’avvio del servizio entro quest’anno che si avvia alla fine: “Se non approvate subito il contratto di servizio me ne vado, e con me andate a casa anche voi”, ha detto al Consiglio comunale all’indomani della bocciatura del contratto con l’Amat (l’azienda municipale di trasporti) da parte di ben tre commissioni di Palazzo delle Aquile: Contratti, Aziende e Bilancio. Da allora trattative sfibranti, decine di incontri politici per cambiare le sorti della delibera prima che arrivi in aula nella seduta aperta nel giorno più lungo dell’inverno e fino al 23 dicembre. Leoluca Orlando è deciso a non mollare, a spuntarla.

Nel frattempo, Pd e Forza Italia litigano mentre il tram, consegnato alla città nel lontano 2011 dalla sede austriaca del colosso Bombardier continua a girare, fregiandosi del titolo di “trenino più grande del mondo”. I vagoni sono lunghi 32 metri, bianchi e con interni azzurri. Ci sono le obliteratrici, ma non servono e sono impacchettate, Girano e girano, fotografati da centinaia di curiosi telefonini. Girano perché, fermi, rischierebbero di arrugginirsi, di finire in “ospedale”prima del loro primo passeggero. se mai ci sarà. Il problema fondamentale, anche in questo caso, è come finanziare il servizio. Costo dell’operazione tram, 22 milioni all’anno: dieci per la Bombardier, per la manutenzione , quattro e passa per l’energia elettrica, 260 mila euro per la pulizia dei vagoni, sei per il personale. Il Comune aveva previsto di affidare il servizio all’Amat (che è in crisi profonda) e puntava ai soldi della gestione dall’avvio della zona a traffico limitato in centro storico, circa 30 milioni all’anno. Progetto che aveva fatto i conti senza l’oste. E in questo caso l’oste è il Consiglio comunale. Orlando può contare solo su venti consiglieri, deve trovare un accordo con il Pd (undici consiglieri) o con Forza Italia (sei consiglieri).

“Non ci convinceranno mai…in centro storico entrino soltanto i residenti, e gratis… Il tram si finanzi con una politica di abbonamenti intelligenti…”, dice il capogruppo del Pd a Palazzo delle Aquile. “Bisogna dare la possibilità a tutti di pagare un ticket giornaliero…”, dice il collega di Forza Italia. Affidare il servizio a un privato? Fare una gara? La proposta arriva dagli industriali. In attesa di capire come finirà in Consiglio comunale, al tram non resta che girare a vuoto, per tenersi in forma: quindici chilometri di linea, quaranta fermate: “Stazione Notarbartolo…Stazione Notarbartolo”. L’annuncio funziona, riecheggia nei vagoni vuoti, nel rispetto del paradosso, emblema dell’Isola. Dopo il paradosso, ciliegina sul cannolo, potrebbe arrivare il conto della società che ha fornito il “giocattolo”: una penale da 30 mila euro al giorno.

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