Divieto totale di pubblicità del gioco d'azzardo: ora è possibile
Top

Divieto totale di pubblicità del gioco d'azzardo: ora è possibile

Una proposta di legge composta di due soli articoli per introdurre, come già avviene per i derivati dal tabacco, il divieto totale e assoluto di pubblicità del gioco d'azzardo.

Divieto totale di pubblicità del gioco d'azzardo: ora è possibile
Preroll

Desk2 Modifica articolo

30 Luglio 2015 - 12.08


ATF

Una proposta di legge che impone il divieto totale e assoluto, su qualsiasi mezzo e in qualsiasi forma della pubblicità del gioco d’azzardo. Semplice, schietta, già depositata alla Camera, in attesa di esserlo al Senato chiede si risponda senza mezze misure all’appello della società civile: un “sì” o un “no”. L’iniziativa noslot dell’Intergruppo parlamentare contro l’azzardo verrà presentata domani alle 13, alla Sala Stampa della Camera dei Deputati alla presenza di cittadini e associazioni.

“Non indurre in tentazione”
Una proposta di legge composta di due soli articoli per introdurre, come già avviene per i derivati dal tabacco, il divieto totale e assoluto di pubblicità del gioco d’azzardo. È questa la proposta noslot che verrà presentata domani alle 13 alla Sala Stampa della Camera dei Deputati, in via della Missione 4 a Roma.

Oltre ai promotori dell’iniziativa, i primi firmatari della proposta Lorenzo Basso (PD), Stefano Quaranta (SEL), Mario Sberna (Scelta Civica) e Rosanna Scopelliti (NCD), saranno presenti deputati, amministratori locali, cittadini, associazioni impegnate nel contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo.

Azzardo legale, illegale asociale

Un fenomeno che, in questi giorni – nella sua declinazione illegale – è stato al centro delle cronache giudiziarie, con ill caso dell’Operazione Gambling che ha sollevato il coperchio sulla “notte dei lunghi coltelli” che si sta consumando all’interno del settore-gioco per il rinnovo delle concessioni di Stato che avverrà nel 2016, e – nella sua declinazione di sofferenza sociale – è stato al centro della cronaca nera, con il caso della donna di Asti brutalmente uccisa da una persona che aveva dilapidato in azzardo “legale” più di 11 mila euro, destinati alla figlia disabile.

La proposta di legge ha un obiettivo minimo ma non banale, soprattutto oerché raggiungibile in pochissimo tempo, a patto che le coscienze critiche del Parlamento e della società civile sappriano raccogliere la sfida e far fronte comune, oltre le comuni differenze.

Introdurre il divieto totale di pubblicità e sponsorizzazioni, dirette o indirette, disciplinando le relative sanzioni singnifica infatti incidere su uno degli aspetti più controversi del settore dell’azzardo, un settore che ha ricadute enormi sull’ordine pubblico e sulla spesa socio-sanitaria del Paese, oltre che – ma questo è il dato primario – sulla tenuta del legame sociale.

La proposta, che verrà resa pubblica domani nella sua forma definitiva, ha pertanto lo scopo di mettere nero su bianco le richieste di tanti cittadini, movimenti, associazioni, parlamentari che in questi mesi hanno chiesto a Governo e Parlamento di pronunciarsi con chiarezza proprio su questo tema.

Nel coro, fuori dal coro

Mille voci che si sovrappongono non fanno da sole un coro. Questo è un dato evidente, anche in tema di contrasto all’azzardo. Accade così che il Parlamento italiano, schiacciato da mille proposte di forma e riforma, appaia talvolta più simile a un lavandino intasato – lo ricordava ieri il Procuratore Nicola Gratteri sul Fatto quotidiano – che a un’assemblea legislativa.

Ci sono però momenti propizi affiché, persino da voci discordi, esca qualcosa di condiviso e imprevisto. Sta accadendo proprio in queste ore: una proposta di legge per il divieto totale e assoluto di ogni promozione pubblicitaria dell’azzardo – depositata nei giorni scorsi alla Camera dei Deputati dall’intergruppo parlamentare contro il gioco d’azzardo che riunisce più di cento deputati e senatori – sta raccogliendo adesioni e consensi che fanno ben sperare in vista di una sua rapida calendarizzazione e di una ancor più rapido passaggio al voto dopo la pausa estiva. A vantaggio di questa proposta, di cui avevamo dato un’anticipazione (potete leggerla qui), “giocano” (è proprio il caso di dirlo!) molti fattori, primo fra tutti il pragmatismo e la chiarezza del testo.

Non prevedendo necessità di copertura finanziaria e avendo già registrato un numero già molto alto e crescente di adesioni in tutti gli schieramenti politici, la proposta che verrà illustrata e presentata il 30 luglio ha ottime probabilità di essere calendarizzata e messa al voto già dopo l’estate, con la ripresa dell’attività parlamentare.

Native

Articoli correlati