Un anno di Unione (Euroasiatica)
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Un anno di Unione (Euroasiatica)

Aumentano i partner economici interessati all’area di libero scambio in Asia centrale. Intanto il Kazakhstan continua a investire in vista di Expo 2017<br>

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3 Giugno 2015 - 11.35


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Esattamente un anno fa Russia, Kazakhstan e Bielorussiafirmavano il Trattato di Astana, che il 29 maggio 2014 sancì la creazione dell’Unione Economica Eurasiatica (EEU), una sorta di contraltare dell’Unione Europea che mira a creare uno spazio economico unificato a cavallo tra Europa e Asia.

Dopo aver inglobato l’Armenia nel gennaio 2015, l’EEU si è adesso arricchita anche della partecipazione del [Kyrgyzstan , con la ratifica del trattato da parte del presidente Almazbek Atambayev la settimana scorsa. Inoltre, l’iniziale progetto di una zona di libero scambio tra le principali repubbliche ex sovietiche si sta oggi espandendo secondo i più lungimiranti piani del leader russo Vladimir Putin, che attraverso questo progetto ha rivoluzionato l’architettura geopolitica della regione post-sovietica togliendo al contempo all’Europa il primato dell’unione economica regionale.

 
All’assenza dell’Ucraina dall’EEU, Putin sopperisce avvicinando alla sua sfera importanti partner economici. Il 25 maggio il governo russo ha annunciato di aver concordato le condizioni di accesso alla zona di libero scambio con il Vietnam e altre negoziazioni sono in corso con Iran, India, Egitto e Israele. E mentre Mosca anticipava, la settimana scorsa, che la Cina potrebbe essere il prossimo Paese a concordare vantaggiose condizioni di libero scambio con l’Unione Eurasiatica, il presidente kazako Nursultan Nazarbayev ha addirittura auspicato la creazione di una zona di libero scambio tra EEU e UE, che Putin però non vedrebbe probabilmente di buon occhio.

A suo tempo l’opposizione di Nazarbayev aveva contestato l’adesione del Kazakhstan all’EEU criticando l’eccessiva sudditanza che il trattato imponeva ai suoi membri verso Mosca. A un anno da quegli scontri di piazza, dove vennero arrestate dozzine di manifestanti contrari al progetto che brandivano slogan contro l’imperialismo russo, adesso Astana e Mosca potrebbero trovarsi contrapposte proprio sulle scelte di future espansioni dell’area di libero scambio.

 
Intanto però il governo kazako, quasi a voler giustificare che la scelta di aderire all’iniziativa EEU è stata fruttifera, pubblica in concomitanza del primo anno di esistenza dell’Unione una serie di dati socio-economici del Comitato Nazionale di Statistica. Secondo queste statistiche ufficiali, il Kazakhstan avrebbe il minore tasso di disoccupazione tra tutti i Paesi dell’EEU (contenuto sotto il 5%) e il migliore livello salariale, con una media mensile che (convertita in dollari) si aggira sui 713 dollari rispetto ai 200 del Kyrgyzstan o ai 629 della Russia. Questo anche grazie all’attenta politica economica voluta dal presidente Nazarbayev, da poco rieletto al suo ennesimo mandato (il presidente 74enne è infatti in carica dal lontano 1989, se si considera anche la sua leadership al Partito Comunista quando il Kazakhstan era ancora una repubblica sovietica) e grazie ai numerosi investimenti che si stanno concentrando soprattutto nella capitale Astana, in vista dell’Expo del 2017.

Proprio la scorsa settimana, il 21 e 22 maggio, si è svolto il Forum Economico di Astana, giunto alla sua ottava edizione. Lo slogan scelto per quest’anno è stato “Infrastrutture, vettore di sviluppo economico sostenibile”. Si tratta di un appuntamento di rilevanza internazionale a cui partecipano imprenditori, economisti, accademici e politici da oltre 90 Paesi e rappresentanti di organizzazioni internazionali e regionali quali ONU, Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, Banca Mondiale, Banca di Sviluppo Asiatica e Commissione Eurasiatica.

Durante i lavori, il presidente Nazarbayev ha annunciato la creazione dell’Astana International Financial Centre nell’area che sarà dedicata a Expo 2017: una struttura finanziaria, regolata dai principi del diritto inglese, con un regime fiscale agevolato e un sistema giudiziario indipendente, attraverso cui il governo intende fare del Paese un polo economico di rilievo in Asia centrale.

LookoutNews, Marta Franzetti

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