Amianto: per la Olivetti chiesto rinvio a giudizio per 33 indagati
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Amianto: per la Olivetti chiesto rinvio a giudizio per 33 indagati

L'accusa è di lesioni colpose per Roberto Colaninno e per Marco De Benedetti, mentre a tutti gli altri la procura contesta, oltre alle lesioni, anche l'omicidio colposo.

Amianto: per la Olivetti chiesto rinvio a giudizio per 33 indagati
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19 Dicembre 2014 - 16.44


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Sono 33 le richieste di rinvio a giudizio formulate dalla Procura di Ivrea (Torino) nell’ambito dell’inchiesta sulle morti per amianto tra gli operai della ex Olivetti. L’accusa è di lesioni colpose per Roberto Colaninno e per Marco De Benedetti, mentre a tutti gli altri la procura contesta, oltre alle lesioni, anche l’omicidio colposo. L’inchiesta riguarda i morti e i malati tra gli ex operai che hanno lavorato negli stabilimenti Olivetti tra gli anni ’70 e gli anni ’90.

Tra gli ex dirigenti dell’azienda che rischiano il processo per lesioni e omicidio colposo ci sono anche Carlo e Franco De Benedetti, e l’ex ministro Corrado Passera. Per sei dei 39 indagati nell’inchiesta coordinata dal Procuratore capo Giuseppe Ferrando è stata chiesta l’archiviazione.

“Preso atto della richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla Procura della Repubblica di Ivrea – basata su una tesi accusatoria ormai nota da tempo – l’Ingegner Carlo De Benedetti, come dichiarato in più occasioni, insiste nel ribadire la propria estraneità ai fatti contestati e ha fiducia che di fronte al giudice per l’udienza preliminare possano essere chiariti i singoli ruoli e le specifiche funzioni svolte all’interno dell’articolato assetto aziendale di Olivetti”. Lo sottolinea una nota del portavoce di De Benedetti. La corposa indagine dei Pubblici Ministeri, che – si ricorda – deve essere ancora sottoposta al vaglio di un giudice, si basa su mere ipotesi – prosegue la nota- come dimostra il coinvolgimento di persone che non avevano alcuna responsabilità operativa nella società. L’Ingegner De Benedetti ricorda ancora una volta che per quanto di sua competenza, nel periodo di permanenza in azienda, l’Olivetti ha sempre prestato la massima attenzione alla salute e alla sicurezza dei lavoratori, con misure adeguate alle normative e alle conoscenze scientifiche dell’epoca”.

“Questo rinvio a giudizio me lo aspettavo fin dalla conclusione delle indagini”: così Federico Bellono, segretario generale della Fiom torinese. “È una pagina tragica, una storia industriale importante. Proprio per queste ragioni è necessario che si faccia giustizia e che vengano accertare le responsabilità personali di chi ha diretto l’azienda”, ha aggiunto Bellono, secondo il quale la vicenda si allargherà.

La Fiom ha istituito quasi un anno fa uno sportello a Ivrea per raccogliere testimonianze sulla vicenda per realizzare “un lavoro di ricostruzione della memoria, fondamentale visto che i tempi di latenza della malattia sono di decenni”. Bellono ha anche ribadito che si costituirà parte civile nell’eventuale processo.

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