Dopo la sollevazione in ‘rete’ la protesta scende ora in strada: studenti e partigiani sulle barricate per impedire che a Monselice, nel padovano, venga intitolata una piazza a Benito Mussolini.
La proposta è stata avanzata dall’assessore comunale ai lavori Andrea Tasinato, che cosi si difende: “A 90 anni dall’avvento del fascismo, sarebbe opportuno ricordare l’uomo e lo statista dandogli finalmente atto delle tante cose buone da lui fatte per il bene del popolo italiano, popolo a cui era legato da sincero amore. – E prosegue – Non possiamo dimenticare le riforme e le innovazioni che ha portato all’Italia nei precedenti 15 anni di pace”. Nessun intento revisionista, dunque, ma la volontà di riabilitare lo statista. “Mi farebbe piacere che uscissimo da questo pregiudizio verso il Mussolini ‘amministratore’ – aggiunge – e come esistono strade e piazze intitolate a Stalin, Lenin, Milosevic, Tito, sarebbe opportuno ci fossero anche per Mussolini”.
Parole, queste, che hanno mobilitato il comune padovano: sabato mattina una delegazione di studenti parteciperà al presidio organizzato dall’Associazione nazionale Partigiani della provincia di Padova per manifestare “la più irremovibile opposizione alla decisione di intitolare al duce la piazza della frazione di San Bortolo”. La giunta municipale ha già fatto dietrofront, decidendo di proporre una rosa di nomi alternativi. “La provocazione utilizzata per guadagnare un po’ di visibilità è ormai una pratica molto diffusa ed in questo l’assessore non brilla certo per originalità – taglia corto il consigliere regionale Pd Graziano Azzalin -. Fortunatamente, però, si trova completamente da solo per quanto riguarda il consenso alla sua inaccettabile proposta”.