Marco, un cartone una chitarra e un cane
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Marco, un cartone una chitarra e un cane

Una delle immagini belle di questo mondo dispensatore di brutte immagini, è quella di un senza dimora col suo cane. Stanno stretti e sono felici. Dividono la vita.

Marco, un cartone una chitarra e un cane
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23 Giugno 2014 - 12.55


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di Onofrio Dispenza

 
“Anch’io ho avuto un cucciolo. Abitavo a Bologna. Anche nei giorni più freddi tendeva a buttarsi in acqua, nelle fontane…”. Marco ha gli occhi chiari, da apparire incredibili. Carezza il mio cane, e il mio cane si fa carezzare. Come fanno i cani quando incontrano qulacuno che li ama. Lo sentono, i cani. Marco è a Villa Borghese con la sua chitarra. Suona bene. Mi avvicino per dargli qualcosa. E ci fermiamo a parlare.

Una delle immagini belle di questo mondo dispensatore di brutte immagini, è quella di un senza dimora col suo cane. Dividono il pasto e il cartone della notte. L’uno adora l’altro. Stanno stretti e sono felici. Si vede negli occhi del senza dimora, si legge in quelli del cane.

L’amore ha tante forme, e quella del senza dimora col suo cane, è una delle forme più dolci dell’amore, L’ho sempre pensato, e Marco me lo conferma.

Carezza il mio cane, dice belle cose di lui, ha nostalgia del suo temerario cucciolo che i buttava nelle fontane di Bologna: “Un giorno, quando potrò avere un tetto, prenderò un altro cane…Adesso è dura…”.

Ci salutiamo, carezza il mio cane, e riprende a suonare la sua chitarra. Occhi chiari e canottiera bianca nella prima calda domenica dell’estate romana, a Villa Borghese.

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