De Santis resta in carcere, Esposito libero
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De Santis resta in carcere, Esposito libero

Il gip ha convalidato gli arresti disponendo il carcere per Daniele De Santis. Obbligo di firma per Esposito e Fioretti.

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7 Maggio 2014 - 21.26


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L’impianto accusatorio della Procura di Roma ha sostanzialmente retto al passaggio degli interrogatori di garanzia. Per tre degli arrestati per gli scontri di Tor di Quinto, prima della finale di Coppa Italia, il gip ha convalidato gli arresti disponendo il carcere per Daniele De Santis, l’ultrà della Roma ritenuto la persona che ha sparato e ferito gravemente Ciro Esposito, che invece torna libero, anche se ricoverato all’ospedale Gemelli.

Per Esposito e Fioretti obbligo di firma

Obbligo di firma per Alfonso Esposito e Gennaro Fioretti, gli altri due tifosi napoletani arrestati. L’atto istruttorio, reso complesso anche dalle condizioni di salute di tre dei quattro fermati, ha fornito ai giudici elementi tali da confermare quanto fissato in queste ore da pm e Digos. Per De Santis resta l’accusa di tentato omicidio: è l’uomo, secondo gli inquirenti, che ha fatto fuoco con la Beretta ferendo i tifosi azzurri. Conferme sul ruolo svolto da De Santis nei violenti scontri a due passi da Ponte Milivio sono arrivate anche dal ministro degli Interni, Angelino Alfano, che ha riferito in Aula su quanto avvenuto. Nei suoi confronti «sono comunque emersi – ha detto il capo del Viminale – evidenti elementi di responsabilità per il ferimento dei tre supporter napoletani».

Il ministro degli Interni ha ribadito, inoltre, che sono in atto «ulteriori rilievi per l’uso dell’arma da fuoco a seguito del risultato non dirimente della prova stub» e per capire l’eventuale ruolo dei tre con i caschi integrali che un testimone ha visto fuggire. Per ora viene esclusa da questura e procura la presenza sulla scena dei fatti di una seconda pistola, come invece affermato da un testimone alla stampa. Un ultrà del Napoli che ha ammesso di aver partecipato al pestaggio di De Santis ha raccontato di aver visto almeno un’altra persona sparare. Ma per ora della sua testimonianza non ci sarebbe traccia negli atti istruttori.

La Procura, comunque, incassa un primo risultato al termine della giornata di interrogatori di garanzia. Per circa un’ora a Regina Coeli il gip Giacomo Ebner ha interrogato De Santis e Alfonso Esposito. Il primo ha confermato di non avere utilizzato la pistola per ferire i napoletani. «Non ho sparato io ma non sono nelle condizioni fisiche di poter ricordare cosa è accaduto», ha detto l’ex ultrà della Roma, vittima di un pestaggio. Dal canto suo Alfonso Esposito, che è stato raggiunto da un proiettile al dito di una mano, ha spiegato al magistrato di «non aver visto chi ha sparato. Ho sentito lo scoppio di alcune bombe carta e di fumogeni e mi sono avvicinato a quel luogo da dove provenivano, ma sono stato subito ferito». Il tifoso del Napoli ha poi fatto riferimento ad una siepe da dove sarebbero, a suo dire, giunti i colpi di pistola.

Il gip si è poi trasferito, per completare gli interrogatori, all’ospedale Gemelli. Lì ha constatato le condizione gravi in cui ancora versa Ciro Esposito. In serata il magistrato ha sciolto la riserva sulle misure cautelari, rimettendo in libertà il tifoso. «Vince la giustizia e Ciro vincerà la sua partita», hanno commentato i legali del 31enne, dedicando questa «bella notizia alla mamma di Ciro».

Lettera con un proiettile a Il Mattino

Una lettera con un proiettile fissato con del nastro adesivo e una foto di Gennaro De Tommaso noto come Genny ‘a Carogna con tanto di minacce. Questo il contenuto del pacco ricevuto questa mattina dalla redazione del quotidiano napoletano Il Mattino, che nella giornata di lunedì lo aveva raggiunto per un’intervista esclusiva sui fatti legati alla finale di Coppa Italia: “Vogliamo far pervenire al camorrista che appare in foto, Gennaro De Tommaso, il presente avvertimento, una risposta a quella scritta sul petto che auspica la liberazione del mafioso Speziale, assassino dell’ispettore Raciti. Stai attento, avanzo di galera, hai le ore contate. Penserai che sia una semplice minaccia. Aspetta e vedrai. Morte agli ultras!!! Carogna, attento a te, ai tuoi familiari e a tutti quei coglioni che sono alle tue spalle!!!”

Le minacce, però, non si fermano al solo Di Tommaso ma si allargano, in chiusura, anche alla società Napoli e ai giornalisti della Rai presenti sul posto: “Anche voi della Società Calcio Napoli non siete esenti da responsabilità, così come i mass media che pubblicano solo ciò che fa loro comodo. Questa farsa è stata organizzata con l’assenso della federazione calcio e con la collaborazione dell’operatore tv della Rai. Vi seguiremo nei vostri spostamenti ed al momento opportuno colpiremo!! Che il tifoso napoletano ferito a Roma muoia a presto!! Non dorma tranquillo nemmeno il cronista Tv. Ogni promessa è un debito”.

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