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Meredith uccisa con due coltelli: Amanda e Raffaele la volevano umiliare

Il movente non è stato il sesso. I giudici della Corte d'Assise d'Appello di Firenze hanno depositato le motivazioni alla sentenza di condanna.

Meredith uccisa con due coltelli: Amanda e Raffaele la volevano umiliare

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29 Aprile 2014 - 16.35


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Nessun rapporto sessuale di gruppo finito male, ma una “progressione di aggressività e una volontà di prevaricazione e di umiliazione verso Meredith” da parte di Amanda e Raffaele. Queste le ragioni dell’omicidio di Meredith Kercher, secondo quanto si legge nelle motivazioni della sentenza emessa dalla Corte d’Appello di Firenze depositate oggi. Rovesciando il precedente giudizio di secondo grado, la Corte aveva affermato la colpevolezza degli imputati condannando la Knox a 26 anni e 6 mesi di reclusione e Sollecito a 25.

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Si ebbe in una “progressione di aggressività” in cui “può collocarsi la condotta di violenza sessuale che corrispose per quanto riguarda Rudy Guede alla soddisfazione di un proprio istinto sessuale”, mentre per “quanto attiene ad Amanda e Raffaele in una volontà di prevaricazione e di umiliazione nei confronti della ragazza inglese”.

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Non è “credibile che fra i quattro ragazzi fosse iniziata un’attività sessuale di gruppo che poi Meredith Kercher improvvisamente non volle più portare a conseguenze ulteriori. Questa prospettazione non risulta compatibile neppure con la personalità della ragazza inglese”, si legge poi nel provvedimento.

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Nelle motivazioni della sentenza di parla di elementi “plurimi e concordanti”. Secondo la Corte infatti Guede, la Knox e Sollecito hanno lasciato “tracce del loro passaggio per deposizione ematica del sangue della vittima che era fuoriuscito copiosamente dalle ferite”. La traccia biologica rinvenuta sul gancetto del reggiseno che Meredith Kercher indossava la sera che fu assassinata, fu lasciata da Raffaele Sollecito. Il gancetto fu quindi “manipolato dall’imputato la sera dell’omicidio”.

La situazione precipitò velocemente – Si legge ancora: fra Amanda e Meredith “non c’era simpatia reciproca, anzi, la ragazza inglese nutriva molte riserve sul comportamento della coinquilina”. Quella sera fu Amanda a far entrare nell’appartamento Guede, il quale “tenne un comportamento poco urbano», che infastidì Meredith. La studentessa americana e Sollecito, che avevano fatto uso di sostanze stupefacenti, si erano “raccolti in intimità”. In questa situazione di “apparente normalità” arrivò la discussione fra le due ragazze, “che si inserì in un contesto che, sia per le condizioni psicofisiche degli imputati sia per il livello di esasperazione cui era giunta la convivenza fra le ragazze” esplose nell’aggressività.

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Colpita da due coltelli – “Ad un certo punto della sera gli eventi precipitarono; la ragazza inglese venne aggredita da Amanda Marie Knox, da Raffaele Sollecito, il quale spalleggiava la propria ragazza, e da Rudy Hermann Guede, e costretta all’interno della propria camera ove avvennero le fasi finali dell’aggressione e dell’accoltellamento”. La Corte ritiene che “la ragazza venne aggredita contestualmente da tutti e tre gli aggressori” e spiega che “l’arma che produsse la ferita nella parte destra del collo fosse impugnata da Raffaele Sollecito e l’altra lama, quella che produsse la ferita estesa sulla parte sinistra del collo […] e che provocò la morte di Meredith Kercher, sia stata da impugnata da Amanda Marie Knox. Si tratta del coltello sequestrato all’interno dell’abitazione di Raffaele Sollecito”.

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