Papa Francesco è tornato questa mattina nella Basilica Vaticana per la concelebrazione eucaristica con i 18 cardinali creati nel Concistoro di ieri (il 19esimo, Loris Capovilla, 98 anni e mezzo, è assente per ragioni di eta’ e di salute) e con tutti i porporati convenuti a Roma per il Concistoro. Assistono al rito la presidente del Brasile Dilma Rousseff e le delegazioni ufficiali inviate dai governi dei paesi di provenienza dei nuovi cardinali.
Il rito del Concistoro – semplificato da Benedetto XVI – non prevede per la messa conclusiva particolari gesti o segni, essendo state consegnate ieri tutte e tre le insegne (zucchetto, berretta a anello) e assegnate le sedi titolari, cioe’ le chiese e parrocchie di Roma delle quali nei prossimi mesi i neo cardinali prenderanno possesso.
Il Concistoro – «Il Cardinale entra nella Chiesa di Roma, non entra in una corte». Lo ha affermato papa Francesco nell’omelia della messa celebrata in San Pietro. «Amiamo coloro che ci sono ostili – ha esortato il Pontefice -; benediciamo chi sparla di noi; salutiamo con un sorriso chi forse non lo merita; non aspiriamo a farci valere, ma opponiamo la mitezza alla prepotenza; dimentichiamo le umiliazioni subite». «Lasciamoci sempre guidare dallo Spirito di Cristo – ha aggiunto -, che ha sacrificato sè stesso sulla croce, perchè possiamo essere ‘canalì in cui scorre la sua carità. Questo è l’atteggiamento, questa dev’essere la condotta di un Cardinale».
«Siate santi», ha raccomandato papa Francesco, citando le letture odierne, ai cardinali creati nel Concistoro di ieri. «Imitare la santità e la perfezione di Dio può sembrare una meta irraggiungibile», ha detto nella messa. «Noi invece siamo così diversi, così egoisti e orgogliosi… – ha aggiunto – eppure la bontà e la bellezza di Dio ci attraggono, e lo Spirito Santo ci può purificare, ci può trasformare, ci può plasmare giorno per giorno». «Non soltanto non dobbiamo restituire all’altro il male che ci ha fatto, ma dobbiamo sforzarci di fare il bene con larghezza», ha detto ancora il Pontefice, ricordando il dettato evangelico del «porgere l’altra guancia» e dell’evitare la vendetta dell’«occhio per occhio e dente per dente».