Il Papa: no ai cristiani briganti e corrotti
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Il Papa: no ai cristiani briganti e corrotti

Francesco lancia il suo nuovo messaggio contro la sete di potere e di soldi: laici o preti che siano, chi insegue soldi e corruzione tradisce Gesù.

Il Papa: no ai cristiani briganti e corrotti
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14 Gennaio 2014 - 12.02


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No ai cristiani, laici o preti che siano, briganti e corrotti. Chi insegue soldi e corruzione tradisce Gesù. Papa Francesco, nella quotidiana messa celebrata a Santa Marta, mette in guardia da atteggiamenti ipocriti e legalisti che allontanano la gente dalla fede. In particolare, il Pontefice si sofferma su quattro modelli di credenti, prendendo spunto dalle Letture del giorno: Gesù, gli scribi, il sacerdote Eli e i suoi due figli sacerdoti.

Bergoglio condanna, quindi, l’atteggiamento dei preti che inseguono soldi e potere: «Erano sacerdoti, ma briganti. Andavano dietro al potere, dietro ai soldi, sfruttavano la gente, approfittavano delle elemosine, dei doni e il Signore li punisce forte». Questa, osserva, «è la figura del cristiano corrotto, del laico corrotto, del prete corrotto, del vescovo corrotto, che profitta della sua situazione, del suo privilegio della fede, di essere cristiano e il suo cuore finisce corrotto».

Da un cuore corrotto, prosegue il Papa nell’omelia di cui dà conto la Radio Vaticana, esce «il tradimento. Giuda »tradisce Gesù«. I figli di Eli sono il terzo modello di credente. E poi c’è il quarto, Gesù. E di lui la gente dice: »Questo insegna come uno che ha autorità: questo è un insegnamento nuovo! Ma dov’è la novità? – si chiede papa Francesco – È il potere della santità, la novità di Gesù è che con sè porta la Parola di Dio, il messaggio di Dio, cioè l’amore di Dio a ognuno di noi«. Gesù, ribadisce, »avvicina Dio alla gente e per farlo si avvicina lui: è vicino ai peccatori«. Gesù, ricorda il Papa, »perdona l’adultera, parla di teologia con la Samaritana, che non era un angiolino».

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«Quante volte il popolo di Dio – dice ancora Francesco – si sente non benvoluto da quelli che devono dare testimonianza: dai cristiani, dai laici cristiani, dai preti, dai vescovi. ‘Ma, povera gente, non capisce niente… Deve fare un corso di teologia per capire benè. Ma, perchè ho certa simpatia per quest’uomo? Perchè nel cuore ancora aveva l’unzione, perchè quando la donna gli spiega la sua situazione, Eli le dice: ‘Vai in pace, e il Dio di Israele ti conceda quello che gli hai chiestò. Viene fuori l’unzione sacerdotale: pover’uomo, l’aveva nascosta dentro e la sua pigrizia… è un tiepido. E poi finisce male, poveretto». Da qui l’invito del Papa «a non essere legalisti puri, ipocriti come gli scribi e i farisei. A non essere corrotti come i figli di Eli. A non essere tiepidi come Eli, ma a essere come Gesù, con quello zelo di cercare la gente, di guarire la gente, di amare la gente e con questo dirle: ‘Ma, se io faccio questo così piccolo, pensa come ti ama Dio, come è tuo Padre!’. Questo è l’insegnamento nuovo che Dio chiede da noi».

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