Papa Francesco questa mattina a Casa Santa Marta ha ricevuto gli auguri per il suo [url”settantasettesimo compleanno”]http://www.globalist.it/Secure/Detail_News_Display?ID=52529&typeb=0[/url] da quattro persone senza fissa dimora che soggiornano nel quartiere vicino al Vaticano.
I clochard sono stati presentati al Santo Padre dall’elemosiniere mons. Konrad Krajewski. Lo si apprende da Radio Vaticana che riporta alcuni dettagli della Messa che il Pontefice ha voluto vivere con il personale della stessa Casa in un clima particolarmente familiare.
Con il vescovo di Roma ha concelebrato il decano del Collegio cardinalizio, il cardinale Angelo Sodano. Dopo la Messa, come di abitudine, il Papa ha salutato tutti personalmente. Il segretario di Stato, mons. Pietro Parolin, ha fatto gli auguri al Papa anche a nome dei suoi collaboratori nella Segreteria di Stato. I presenti, con il direttore della Casa Santa Marta, hanno accompagnato gli auguri al successore di Pietro con un canto. Poi, tutti hanno partecipato alla colazione nel refettorio della Domus.
Nel corso dell’omelia il Pontefice ha affermato che il Signore “cammina con il suo popolo. Dio non ha voluto venire a salvarci senza storia. Lui ha voluto fare storia con noi”. Una storia, ha osservato, “che va dalla santità al peccato”. Il Santo Padre ha concluso: “Avvicinandosi il Natale, viene da pensare: se Lui ha fatto la sua storia con noi, se Lui ha preso il suo cognome da noi, se Lui ha lasciato che noi scrivessimo la sua storia, almeno lasciamo, noi, che Lui ci scriva la nostra storia. E quella è la santità: ‘Lasciare che il Signore ci scriva la nostra storia’. E questo è un augurio di Natale per tutti noi. Che il Signore ti scriva la storia e che tu lasci che Lui te la scriva”.
Intanto, dentro le Mura Leonine, l’Ufficio corrispondenza del Papa presso la Segreteria di Stato è da giorni il terminale di migliaia di lettere con gli auguri anche di gente semplice, persone di ogni lingua e di tutti i Paesi del mondo: insomma di un corale «tanti auguri Santo Padre», come quello che sabato mattina hanno cantato in anticipo a Bergoglio, con tanto di torta e candeline, centinaia di bambini nel corso dell’udienza per gli assistiti del Dispensario di Santa Marta.