Un progetto criminale che ha come obiettivo il giornalista dell’Espresso Lirio Abbate. C’è una inchiesta della procura antimafia di Roma, aperta lo scorso luglio e a farla scattare è stata una segnalazione alla polizia in cui si faceva riferimento a un albanese che aveva avuto l’incarico di seguire i movimenti dell’inviato.
Gli inquirenti collegano la minaccia all’inchiesta realizzata dal giornalista sul potere criminale a Roma che riguardava Michele Senese e Massimo Carminati. “I quattro re di Roma”, era stato il titolo dell’inchiesta. Lirio Abbate aveva raccontato di come Michele Senese, Massimo Carminati, Giuseppe Fasciani e Giuseppe Casamonica, si siano spartiti la città.
Nell’inchiesta, una nuova mappa del potere criminale a Roma e dintorni, sui luoghi che furono della banda della Magliana. L’ombra lunga di camorra, Cosa Nostra e ‘ndrangheta.
Quando è stata pubblicata l’inchiesta, i boss erano tutti a piede libero. Non è la prima volta che l’inviato de “l’Espresso” si trovi al centro dei piani criminali delle organizzazioni mafiose. Dal 2007 Lirio Abbate vive sotto scorta, dopo la pubblicazione con Peter Gomez del libro “I complici”. Pesanti minacce anche al tempo del suo lavoro all’Ansa di Palermo. Fu la polizia a sventare un attentato davanti alla sua abitazione siciliana.
Roma è un territorio ghiotto per le cosche di casa nostra. Investe su tutto, e per difendere ruolo e soldi è disposta a tutto.. E Lirio Abbate ha raccontato tutto questo entrando nel mirino dei “quattro re di Roma”.