“Priebke era un cristiano cattolico, un soldato fedele, unico caso di innocente dietro le sbarre. È uno scandalo come è stato trattato in Italia, è stato perseguitato mentre si accolgono in modo dignitoso gli immigrati a Lampedusa. È una vergogna”.
È una lunga sequenza di affermazioni choc quelle che don Floriano Abrahamowicz, prete lefebvriano, ha rilasciato a “La Zanzara” su Radio 24. “Negli Stati cattolici di una volta – premette Abrahamowicz – dove c’era la pena di morte, il condannato aveva la sepoltura e i sacramenti, e questa democrazia rifiuta a un innocente vegliardo anche la sepoltura”.
“Priebke non era nazista ma semplicemente un poliziotto che vive la sua epoca. Per le Ardeatine era stato prosciolto due volte – prosegue il prete – All’epoca sicuramente non sarei stato con i partigiani che hanno fatto saltare in aria quei ragazzi in via Rasella e ai quali oggi nessuno rende conto, e i partigiani ricevono medaglie d’oro. Priebke semplicemente ha applicato la legge internazionale marziale, non lo condanno assolutamente. Non è un criminale. I criminali sono stati quelli che hanno fatto saltare i ragazzi in via Rasella, dite a loro di pentirsi. Uno era semplicemente nella legge, gli altri erano dei privati senza uniforme che sparavano e facevano saltare gente per strada”.
Quanto alle camere a gas, “è una vergogna che non ci sia ancora un vero e proprio studio scientifico – conclude Abrahamowic – confermo tutto quello che ho detto sulle camere a gas che venivano usate per disinfettare. Priebke era una persona molto intelligente e non faceva passare una camera a gas per una cucina. L’olocausto? L’unico è la morte di nostro signore Gesù Cristo che si è offerto liberamente come vera vittima, quello degli ebrei è stato un eccidio”.