Vergogna a Roma: i nazisti inneggiano a Priebke
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Vergogna a Roma: i nazisti inneggiano a Priebke

Come si temeva con la morte del boia della Ardeatine sono usciti allo scoperto i provocatori e i fascisti. Offesa la città.

Vergogna a Roma: i nazisti inneggiano a Priebke
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12 Ottobre 2013 - 16.53


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“Onore a Priebke”: è questa la terribile scritta con vernice nera comparsa in via Cardinal Parocchi a circa 200 metri dall’abitazione romana dell’ex ufficiale delle Ss, morto ieri all’età di 100 anni.

Vicino alla scritta è stata anche disegnata una svastica. L’ingresso dell’appartamento è ancora sorvegliato ma nessuno ha notato nulla.

I residenti della zona sono esasperati dicono: “Ancora non troviamo pace. Siamo stanchi anche di vedere imbrattati i nostri muri con queste schifezze”. La Capitale si sente offesa e deturpata. A prova di questo le parole del sindaco capitolino Ignazio Marino, il quale ha detto “che Roma è una città antinazifascista”, e ha fatto sapere che in accordo con Prefettura e Questura “vieterà qualsiasi forma di celebrazione in forma solenne” dei funerali di Priebke.

La cattura e la condanna – Nel 1994 l’aguzzino nazista viene rintracciato da una televisione americana e poi arrestato dalla polizia argentina a Bariloche, in Argentina.

L’Italia ne chiede l’estradizione, che avviene l’anno successivo. A maggio del ’96 inizia il processo militare e nel ’97 arriva la sentenza di primo grado: Priebke viene condannato a 15 anni (10 dei quali condonati).

Nel ’98 la Corte Militare d’Appello lo condanna all’ergastolo. Dal ’99 Il tribunale militare di sorveglianza concede a Priebke la detenzione domiciliare per motivi di salute.

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