Le violenze sulle donne sono tutte dello stesso insopportabile peso. Devono indignare, sempre, e al massimo. Deve essere, quello della violenza contro le donne, un tema costante dell’educazione delle nuove generazioni.
Accade però che non sia così sempre, che ritorni la distinzione tra violenza e violenza, che si dispensi l’indignazione in dosi minori se ad essere violentata è una ragazza costretta al marciapiede dalla violenza della vita.
È già accaduto, e lo abbiamo sottolineato; è accaduto ancora e diamo spazio alla notizia per fare capire, a chi non lo avesse capito, uomo o donna che sia, che tutte le donne vanno tutelate, rispettate e difese. Anzi, se proprio la vogliamo dire tutta, se una donna è costretta dalla vita a mettere in vendita il corpo e la dignità, questa va difesa un po’ di più, soprattutto dalle altre donne, soprattutto da quelle impegnate su questo fronte anche con campagne d’informazione.
La notizia. Ad Agrigento, tre giovani sono stati arrestati con l’accusa di rapina, sequestro di persona e violenza carnale di gruppo. Ventotto anni il primo, nulla facente, pregiudicato e condannato per violenza sessuale, e con lui due fratelli di 21 e 20 anni, anche questi pregiudicati.
Vittima della violenza, una ragazza sudamericana, che si prostituisce nelle vicinanze della stazione ferroviaria. Dopo la violenza, la giovane è stata soccorsa e portata in ospedale. I tre prima della violenza l’avevano costretta a consegnare un paio di cose d’oro che indossava e il cellulare.
Infatti, sono stati notati in un “Compro Oro” mentre tentavano di vendere le povere cose d’oro strappate alla ragazza. Arrestati. Piccola cronaca di una donna violentata. Donna, e basta.