“Cari giovani, pregate insieme a me per la pace del mondo”: è questo l’invito che Papa Francesco rivolge su Twitter, alla vigilia della veglia di domani sera in Piazza San Pietro. “La pace è un bene che supera ogni barriera, perchè è un bene di tutta l’umanità”, ha poi aggiunto il Pontefice.
Continua quindi l’offesiva diplomatica di Josè Bergoglio, che sta cercando in tutti i modi di far riflettere i leader presenti al vertice del G20 per evitare il conflitto, che potrebbe assumere dimensioni mondiali.
Per salvare la Siria sia dall’attacco militare che si preannuncia sia dal distruttivo conflitto in corso, però, sul piano diplomatico la Santa Sede non ha molte frecce nel suo arco: lo si è capito ieri con la “fuga di notizie” sul desiderio (smentito) di Francesco di entrare in contatto direttamente con i protagonisti della crisi, a cominciare dal sanguinario dittatore Bashar al-Assad. La carta che può giocare è unicamente la capacità di mobilitazione delle coscienze che è propria del Vangelo.
“La gente – commenta monsignor Mariano Crociata, segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana – avverte la forza dell’invito del Papa, avverte la gravità della causa in gioco e si mostra molto attenta e sensibile all’appello del Papa, all’invito della Chiesa per la preghiera e il digiuno, per la ricerca di una pace in quei luoghi in cui si combatte e poi una pace più grande presso tutti i popoli”.