Giulio Cavalli deve morire, ma una risata vi seppellirà
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Giulio Cavalli deve morire, ma una risata vi seppellirà

Le sue denunce contro le 'ndrangheta sono avvenute attraverso un palcoscenico. Ora Giulio rischia anche di uscire dalla tutela e perdere la scorta. Perché? [Giuliano Girlando]

Giulio Cavalli deve morire, ma una risata vi seppellirà
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3 Agosto 2013 - 18.40


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di Giuliano Girlando

Giulio Cavalli è un attore di teatro, è stato anche consigliere regionale della Lombardia eletto con l’Italia dei Valori e poi passato a Sel. Per me un amico fraterno, per tanti altri è un esempio da seguire. Le sue denunce contro le ‘ndrangheta sono avvenute attraverso un palcoscenico.

Gli spettacoli teatrali che Giulio porta in giro, parlano di uomini d’onore, di mafie, forse la più forte ora e la più pericolosa: la ‘ndrangheta. Giulio li ha sfidati a viso aperto facendo il giullare , mettendosi sul palco a raccontare la montagna di merda che copriva la lombardia.

Guai a parlare di mafia al nord, guai a raccontare che oltre la linea gotica, la ndrangheta la fa da padrone. Ci sono giornalisti coraggiosi come Stefano Santachiara nella rossa emilia-romagna che a proprie spese, denunciando le infiltrazioni e i connubbi mafia e politica paga in prima persona subendo querele con risarcimenti milionari, minacce di vario tipo e altro ancora.

L’ex boss ndranghetista ora collaboratore di giustizia, Luigi Bonaventura ha raccontato del piano per uccidere Giulio Cavalli “bisognava trovare qualcuno di basso livello che rubasse un camion, nella fuga poi si provocava l’incidente mortale, quindi il tizio si sarebbe dato alla fuga, solo in un secondo tempo sarebbe stato ucciso e seppellito, mai e poi mai si doveva sapere che dietro c’era la ‘ndrangheta”. Altrimenti Cavalli sarebbe diventato un martire.

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E, invece, “quel Cavalli lì, mi dissero, è solo uno scassa minchia”. Ora Giulio rischia anche di uscire dalla tutela e perdere la scorta. Per quanto possa dormire l’opinione pubblica c’è chi invece queste tragiche storie vuole raccontarle, scrivendole su un blog attraverso un articolo, perchè ci sarà sempre un attore o un musicista o un giornalista che useranno i loro strumenti per ribadire che la mafia è una montagna di merda. Ma una risata vi seppellirà. Viva Giulio Cavalli.

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