Può essere Berlino come Londra. Passeggi, ti fermi al tavolo di un locale, e ad un tratto ti giri. Hai sentito due ragazzi parlare tra di loro in italiano, mentre bevi qualcosa, dopo cena. Ti giri, li saluti, ti presenti e parli con loro. Ascolti le loro storie e ti fai un’idea dell’Italia. Tutti in fuga. Laurea, anche prestigiosa, in un cassetto, e via.
A Berlino come a Londra, fanno i camerieri, o le commesse.”Qui, almeno ti mettono in regola”, dicono. “E poi – aggiungono – per fare il cameriere, e in regola, non in nero, ti danno 1.500 euro al mese. In Italia chi te li da? Neanche con 110 e lode…”.
Alfredo ha i capelli rossi ed è tanto diverso da Antonio, bruno e con la pelle scura, uno del Nord, l’altro del profondo Sud. L’uno e l’altro, insieme, laureati a Roma, dove si sono incontrati, dove sono diventati amici. Insieme anche nella decisione di riporre nel cassetto quella laurea presa in tandem.
“Qui guadagniamo, impariamo la lingua e quello che guadagniamo lo investiamo in un master, nella speranza di trovare un lavoro, non da cameriere, magari all’estero…”. Cameriere, o commessa se sei una ragazza, sempre con laurea nel cassetto.
A Berlino come a Londra puoi anche partire da cameriere o da commessa. “Se sei bravo – dicono i miei vicini di tavolo, tra un sorso di birra e un altro, dopo aver confezionato una sigaretta – se sei bravo qui puoi diventare un manager”. Meditate gente, meditate.