Prima visitava le sue pazienti, poi iniziava a palpeggiarle compiendo violenza sessuale. Da anni un medico molisano si muoveva così, mettendo insieme il lavoro e il brutale desiderio di abusare delle giovani donne che si presentavano davanti a lui per risolvere i loro problemi di salute.
L’uomo, N.B., 57 anni, dipendente dell’Asrem, l’azienda sanitaria regionale, operava in un piccolo centro dell’hinterland di Campobasso: nella guardia medica del paese e, come sostituto, nello studio di un medico di famiglia.
In entrambi questi luoghi, stando a quanto hanno raccontato le sue vittime e stando agli elementi raccolti dalla polizia, oltre alle visite mediche sarebbe accaduto molto di più: rapporti consenzienti con alcune pazienti, ma anche abusi e violenze. Per questo dopo mesi di indagini il sostituto procuratore Nicola D’Angelo ha chiesto e ottenuto dal gip Maria Libera Rinaldi, un ordine di arresto.
Il medico, che dovrà rispondere di violenza sessuale aggravata, tra una decina di giorni sarà interrogato. È stato incastrato proprio dalle tre donne con le quali ha provato ad avere rapporti a tutti i costi.
La prima, una ragazza che all’epoca dei fatti era ancora minorenne, dopo lo spiacevolissimo episodio al quale si era ribellata ha raccontato tutto agli agenti di Campobasso nell’agosto del 2012. Lei non conosceva il dottore ma ci si era rivolta perché il suo medico di famiglia era assente.
«Da questa prima denuncia – ha raccontato il dirigente Annichiarico in conferenza stampa questa mattina – è partita un’articolata attività d’indagine che si è protratta fino a quest’anno quando il sostituto procuratore D’Angelo, lo scorso aprile, ci ha detto che in un altro paese un’altra donna era andata dai carabinieri per denunciare il dottore.
Anche noi abbiamo parlato con lei e ci siamo accorti che la metodica utilizzata era la stessa. Preciso che le due non si conoscevano e non si conoscono tutt’ora».
La seconda denuncia ha portato ad individuare una terza ragazza, una minore, che probabilmente indotta dai genitori «che minimizzavano i fatti» come ha aggiunto Annichiarico «ha soltanto rilasciato dichiarazioni senza formalizzare la denuncia. Ma abbiamo avuto elementi a sufficienza per emettere l’ordinanza».
Il titolare dello studio in cui tutto questo avveniva, compresi rapporti consenzienti che l’uomo aveva con altre donne, era all’oscuro di tutto.