Papa Francesco incontra i giovani gesuiti
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Papa Francesco incontra i giovani gesuiti

Gli allievi dei gesuiti riempiono l'Aula Nervi. Il Pontefice ha detto: camminare è un'arte, anche nella fede. Mai andare di fretta, ma non fermatevi.

Papa Francesco incontra i giovani gesuiti
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7 Giugno 2013 - 12.17


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Applausi, slogan e musica rap hanno accolto questa mattina Papa Francesco nell’Aula Nervi, gremita questa mattina da circa 9 mila tra allievi e ex allievi delle scuole dei gesuiti in Italia e Albania, riuniti per un incontro che si preannuncia festoso ma anche importante perche’ al Pontefice i ragazzi porranno alcune domande.

«Cari ragazzi ho preparato un discorso di 5 pagine. È troppo lungo e un po’ noioso… Facciamo una cosa: lo daro’ al padre provinciale che poi ve lo distribuisce e lo daro’ al padre Lombardi per farlo conoscere in giro. Ma ora ve lo riassumo, cosi’ poi resta spazio per le vostre domande». Così Papa Francesco ha esordito davanti ai 9 mila giovani.

Tra i vip gli organizzatori dell’evento segnalano la presenza del sindaco di Palermo Leoluca Orlando (ex allievo di padre Pintacuda) e di quello di Torino Piero Fassino (che ha studiato al Sociale, il liceo del capoluogo piemontese nel quale si sono formati anche il cardinale Martini e il portavoce della Sante Sede padre Federico Lombardi) dell’imprenditore Luigi Abete che ha studiato all’istituto Massimo, come il diplomatico Staffan De Mistura e il prefetto Gianni De Gennaro. Numerosi sono i parlamentari e ex parlamentari che hanno studiato dai gesuiti, come Andrea Sarubbi che conduce l’incontro al microfono.

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«La povertà del mondo – ha detto Papa Bergoglio – è uno scandalo in un mondo in cui abbiamo tante ricchezze e risorse e in cui diamo da mangiare a tutti. Non si possono capire i bambini affamati, senza educazione e i tanti poveri, la povertà oggi è un grido, dobbiamo tutti diventare un po’ più poveri per assomigliare meglio a Gesù che era il Maestro povero».

E poi ha detto ai giovani: «L’importante non è non cadere ma rialzarsi subito dopo una caduta. Ma è anche brutto e noioso camminare da soli. Invece, camminare con chi ci vuole bene, ci aiuta ad arrivare fino alla fine, fino a dove si vuole arrivare».

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