“Cara Ilaria, non ho potuto essere vicino a te mercoledì nel momento in cui è stata pronunciata la sentenza nel processo per la morte di Stefano. Avrei voluto essere al tuo fianco, condividere emozioni e ragioni, riflettere su come portare avanti un’azione che riguarda la memoria e il futuro insieme”. Inizia così la lettera che Nichi Vendola, presidente di Sinistra Ecologia Liberta’, ha inviato alla sorella di Stefano Cucchi, Ilaria.
“Ho letto l’appello di Patrizia, Lucia e Domenica. Sento come mie le loro parole. Quella di Stefano – ha rimarcato il presidente Vendola – è per me una ferita non chiusa e come tale costituisce un impegno del mio stesso modo di pensare e di fare politica. La politica dei diritti di ogni persona, di una giustizia della verità. Questa sentenza non fa giustizia, non individua le responsabilita’, lascia ancora aperta la ricerca della verità”.
“Non ho potuto esserci ieri – ha concluso – ma ci sarò ogni qualvolta tu riterrai utile la mia presenza per sostenere una causa nella quale libertà, dignità, rispetto – nel ricordo vivo e incancellabile di Stefano – possano diventare le parole di un nuovo vocabolario della nostra vita. Con amicizia, Nichi Vendola”.