Assassini: Cucchi, ingiustizia è fatta
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Assassini: Cucchi, ingiustizia è fatta

In Aula la gente urla: Assassini. La sorella piange e parla di sentenza ingiusta. Il pm aveva chiesto la condanna per tutti gli imputanti, ma non è arrivata.

Assassini: Cucchi, ingiustizia è fatta
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5 Giugno 2013 - 17.54


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La [url”sentenza”]http://www.globalist.it/Detail_News_Display?ID=45061&typeb=0&Cucchi-medici-condannati-agenti-assolti[/url] per la morte di Stefano Cucchi, il geometra arrestato il 15 ottobre 2009 per droga e morto una settimana dopo al Reparto di medicina protetta dell’ospedale “Sandro Pertini”, è stata più lieve rispetto alle richieste della Procura di Roma che voleva una condanna per tutti e 12 gli imputati.

Il pm aveva contestato ai sei medici e ai tre infermieri tra l’altro il grave reato di abbandono di incapace. Tant’è che aveva chiesto per i medici pene tra i 6 anni e 8 mesi e i cinque anni e mezzo mentre per gli infermieri 4 anni ciascuno. Per gli agenti penitenziari aveva chiesto due anni di reclusione.

Alla lettura della sentenza il pubblico nell’aula bunker di Rebibbia ha reagito gridando “assassini” contro i giudici della III Corte d’Assise di Roma. È dovuta intervenire la polizia. Proseguono anche all’esterno dell’Aula le proteste: “Siete tutti complici”, gridano rivolti ai carabinieri che presidiano l’Aula. Tra loro, c’è anche Lucia Uva, la sorella di Giuseppe, un ragazzo morto dopo essere stato fermato dai carabinieri a Varese e successivamente portato al pronto soccorso. «Oggi non è morto nessuno», ha detto la donna in lacrime rivolgendosi alle forze dell’ordine.

Ilaria Cucchi, la sorella di Stefano, invece, dopo aver ascoltato la sentenza, si è messa a piangere. «Io non mi arrendo. Giustizia ingiusta». «Mio fratello è morto di ingiustizia – ha detto. I medici dovranno fare i conti con la loro coscienza, mio fratello non sarebbe morto senza quel pestaggio».

Le fanno eco i genitori del giovane: «Andremo avanti fino in fondo, scopriremo la verita». «È lo Stato che deve trovare la verità – ha detto la madre – Chi è stato, un fantasma a farlo morire?».

Dura le reazione del legale della famiglia Cucchi, Fabio Anselmo: «Tre anni fa avevo previsto questo momento. Questo è un fallimento dello Stato, perché considerare che Stefano Cucchi è morto per colpa medica è un insulto alla sua memoria e a questa famiglia che ha sopportato tanto. È un insulto alla stessa giustizia».

L’agente assolto: la giustizia ha trionfato – «È la fine di un incubo. La giustizia ha trionfato», ha detto Nicola Menichini, uno degli agenti di polizia penitenziaria assolto oggi.

Avvocato degli infermieri: vittoria umana e professionale – Arriva anche la dichiarazione del legale di due dei tre infermieri, Diamante Ceci: «È una vittoria sia dal punto di vista umano che dal punto di vista professionale». Secondo la penalista «finalmente è stata ristabilita la verità tanto attesa dagli infermieri dopo quattro anni di un lungo processo e di tante sofferenze. L’assoluzione è stata ampia perche’ sono stati dichiarati totalmente innocenti e riconosciuto che non hanno commesso quei fatti così ostinatamente la Procura e le parti civili gli contestavano».

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