Giallo di Udine, l'amico: non parlarono di stupro
Top

Giallo di Udine, l'amico: non parlarono di stupro

Il racconto di un amico delle due minorenni, che le ha convinte a costituirsi: la fuga in auto, l'alcol, il luogo appartato. Oggi l'autpsia ha confermato l'ipotesi di omicidio.

Giallo di Udine, l'amico: non parlarono di stupro
Preroll

redazione Modifica articolo

10 Aprile 2013 - 18.10


ATF

Il caso dell’omicidio di Mirco Sacher a Udine si infittisce. «Sono scettico sulla possibilità che le ragazze siano state vittima di una tentata violenza sessuale», nel viaggio «fatto insieme, in treno, domenica notte, da Venezia a Pordenone, non hanno mai parlato apertamente di questa presunta aggressione, che le avrebbe dipinte, anche ai nostri occhi, come vittime e per la quale avrebbero avuto tutta la nostra comprensione». A parlare è Sonny Rizzetto, il 21enne di Pordenone che, con un amico di 18 anni, ha convinto le minorenni a costituirsi ai carabinieri di Pordenone.

Le due studentesse sono state vaghe: «Ci hanno riferito di un insieme di cose che le hanno portate a consumare l’insano gesto – ricorda Sonny – all’interno di una ricostruzione così incredibile da sembrare soltanto fantasiosa. A cominciare dalla fuga in auto: per accendere l’utilitaria dell’anziano hanno unito i cavi, che presuppone una conoscenza della materia, ma che appare problematica per due quindicenni in preda ai fumi dell’alcool».

Alcol che, per Rizzetto, potrebbe aver giocato un ruolo determinante: «Prima di andare in quel luogo appartato – ha fatto sapere il ragazzo, riferendo le frasi delle ragazzine – assieme all’anziano erano andate in un supermercato per comprare dei super-alcolici, che intendevano consumare proprio in una località lontana da occhi indiscreti. Un pomeriggio di sballo: questo era l’obiettivo che stavano perseguendo».

A quel punto, la situazione sarebbe degenerata: «Non posso dare giudizi – conclude Rizzetto, che domani sarà chiamato a verbalizzare le sue dichiarazioni in Questura a Udine, dopo averle già formalizzate domenica notte ai Carabinieri di Pordenone – ma sulla base di quanto mi hanno detto le due ragazzine una somma di cose le ha portate a commettere quel delitto, probabilmente in uno scatto d’ira frutto dell’annebbiamento generale dopo aver bevuto, ma al culmine di una situazione generale molto più complessa di quanto vogliono far apparire».

Native

Articoli correlati