Si chiamava Gaetano Trovato Salinaro, un precario di 47 anni, sposato e padre di due figli di 9 e 4 anni, si è impiccato nel garage della sua villetta. Precario da sempre, la piccola azienda per la quale lavorava gli aveva ridotto l’orario di lavoro. E’ stato il suocero – che da tempo manteneva economicamente la famiglia – a scoprire il corpo. Ha lasciato quattro biglietti per spiegare il suo gesto. L’operaio, residente a Toina, in provincia di Enna, da quattro mesi era sconfortato perché cercava un lavoro più stabile. La riduzione delle ore di lavoro e di conseguenza del salario, ha probabilmente fatto piomabare l’uomo in uno stato di disperazione.
Un altro lavoratore oggi ha tentato di togliersi la vita. Si tratta di Pietro Paganelli, un lavoratore si settant’anni, che stamattina è andato nella sua officina di Mergellina (Napoli), e si è sparato un colpo di pistola alla tempia. Era rimasto sconvolto ieri, dopo aver ricevuto un’avviso di pagamento dell’agenzia di riscossione, per una somma di circa 15mila euro. “La dignità vale più della vita”, ha scritto su un biglietto prima di spararsi. Nello scorso ottobre l’uomo aveva già ricevuto una cartella esattoriale per quella somma, ma aveva provveduto a liberarsi della società e degli immobili, intestandoli al figlio. Forse non sapeva che quel debito sarebbe comunque ritornato nella sua vita. Infatti, quando ieri il figlio gli ha raccontato di aver ricevuto l’avviso di pagamento, Paganelli non ha retto al colpo, tentando il suicidio.