Equitalia, parla l'ostaggio: ho avuto paura
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Equitalia, parla l'ostaggio: ho avuto paura

Parla Carmine Mormandi, l'impiegato dell'Agenzia delle entrate liberato alle 21, e racconta il dramma vissuto ieri pomeriggio.

Equitalia, parla l'ostaggio: ho avuto paura
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4 Maggio 2012 - 15.36


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“Ho avuto davvero paura. Sono stato per 6 ore con un fucile a pompa puntato addosso”. Queste le prime parole di Carmine Mormandi, l’uomo che ieri è stato preso in ostaggio da Luigi Martinelli, l’imprenditore che ha perso la testa perché rovinato dalle cartelle esattoriali. Dalle 15 alle 21 all’interno degli uffici dell’agenzia delle entrate di Romano di Lombardia, in provincia di Bergamo.


“Tu non mi piaci”

Maormandi è ancora scosso. 56 anni, calabrese di Trebisacce ma abitante a Covo, da 33 anni dipendente dell’Agenzia delle Entrate.
“Non so perchè se l’è presa proprio con me – ha raccontato Mormandi – diceva ‘tu non mi piaci, mi sei antipatico’”.
L’imprenditore ora rischia 8 anni di carcere.


“Pensavo fosse un fucile giocattolo”

Non solo. Moarmandi all’inizio ha sottovalutato il pericolo. Pensava si trattasse di un fucile giocattolo. “Solo poi, quando ha sparato contro il soffitto, mi sono reso conto del pericolo che correvo”.


“Io mi spostavo, il fucile mi seguiva”

“Ho avuto quel fucile puntato addosso per tutto il tempo.
Io mi spostavo e il fucile mi seguiva. A questo punto ho davvero avuto paura che in un eccesso d’ira mi sparasse. Ho pregato tanto. Poi, però, quando sono cominciati ad arrivare gli sms di amici e parenti che seguivano la vicenda in televisione, lui mi ha lasciato rispondere”.

“Il brigatiere è stato bravissimo”

Moarmandi ci ha tenuto a ringraziare il brigatiere dei carabinieri che ha fatto da mediatore: “È stato bravissimo, sempre freddo, io ho cercato di prendere esempio da lui”.


“Ho stretto la mano al sequestratore”

Poi, alle 21, Moarmandi è stato liberato. Quasi non ci credeva. “Quando sono uscito sono scoppiato in lacrime e ho pensato che le mie preghiere erano state accolte. Prima che il sequestratore venisse ammanettato gli ho stretto la mano. Penso che sia un brav’uomo, sopraffatto da un momento di disperazione”.

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