Immigrati: la raccolta di pomodori diventa una canzone
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Immigrati: la raccolta di pomodori diventa una canzone

Daise, 20 anni, in Italia da tre. Studia e d'estate lavora come stagionale, ma ama l'hip hop. La sua avventura estiva diventa un rap.

Immigrati: la raccolta di pomodori diventa una canzone
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9 Febbraio 2012 - 14.54


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Daise, 20 anni, in Italia da tre, studia in un istituto tecnico per diventare elettricista e vive con la famiglia a Sassuolo, suo padre arrivato quasi 18 anni fa oggi fa l’operaio in una fabbrica locale. Ed è uno dei tanti stagionali che ‘migrano’ al Sud per mettere da parte un po’ di denaro: circa 500 ogni estate quelli che raccolgono pomodori a Boreano, altrettanti nelle campagne vicine, così come nel foggiano e nella più tristemente nota Rosarno.

“Giovani che, durante la raccolta, alloggiano stipati nei casolari abbandonati della zona, quasi tutti senza luce e acqua corrente, sottoposti alla legge del caporalato, con contratti spesso in nero o comunque non regolari. Luoghi dove gli unici interventi sono quelli umanitari, dove insomma arriva la Caritas o Emergency”, come spiega Mimmo Perrotta, sociologo all’Università di Bergamo che la scorsa estate era a Boreano per una ricerca sul lavoro degli immigrati in agricoltura. Lì ha conosciuto Daise e la sua passione per l’hip hop; così insieme a un gruppo di filmakers, hanno realizzato il videoclip.

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“Era la mia prima volta a Boreano – racconta Daise – e sono rimasto molto colpito dalle condizioni di vita dei fratelli africani che ogni anno vanno a raccogliere pomodori per pochi euro l’ora. Così ho pensato di raccontarlo in musica e, grazie a Mimmo Perrotta che in quei giorni era lì, sono riuscito a realizzare il video. Il mio sogno è quello di fare il cantante, ma siccome qui in Italia non è facile realizzare i sogni – come pensavo quando sono partito – continuo a studiare nella speranza di trovare un lavoro, cosa molto difficile per noi immigrati, soprattutto in un momento di crisi come questo.

Ma io – conclude – continuo a sognare e a mettere in musica sia i sogni che la denuncia sociale, affinché tutti conoscano le tante Boreano d’Italia”.
“Ho preso il mio visto per l’Europa, i miei amici al paese credevano che andavo verso la porta della fortuna”, canta Daise in “La’ bas'”, la cui traduzione in italiano è pubblicata dal sito stranierinitalia.it. “Io sognavo delle belle ragazze, di fare i soldi, per bruciare la miseria ho seppellito la mia penna e il mio foglio bianco”. “Io sogno, io sognavo di andare laggiù, là dove il sole non brilla, là dove il male non esiste”, “quando ero piccolo vedevo l’Europa come il paradiso sulla terra, sempre gli occhi puntati al cielo e ogni volta che vedevo un aereo. Mio padre mi aveva avvertito, figlio, non è il paradiso, ma tutte queste belle immagini che vedevo alla tv, mi hanno fatto perdere la ragione ed eccomi con un visto, purtroppo vieni a vedere in Boreano 2 come vivo, tutto sporco, lavoro in campo di pomodoro, i capi mi approfittano, e questa non è vita”.

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“I neri non sono degli assassini – prosegue il brano – non sono dei disonesti, i neri sono uomini come voi, che respirano come voi. Voi avete una vita, anche loro hanno una vita, la pelle bianca e la pelle nera, è uguale viviamo nello stesso mondo il pianeta terra”…

“Mamma, guarda come soffro, sto raccogliendo pomodori e mi pagano 4 euro a cassone e questo cassone pesa 300 kg e questi guadagnano e a me non porta niente”. L’attacco ricorda una canzone di Jovanotti che però alla mamma diceva ben altro (“guarda come mi diverto”) ma a cantare, al ritmo di hip hop, è Daise Bi, un ragazzo del Burkina Faso, che ha deciso di raccontare in musica la sua estate da bracciante a Boreano, in Basilicata, dove ogni anno ‘a fare la stagione’ arrivano da tutt’Italia centinaia di giovani africani per la raccolta dei pomodori. La sua storia, i sogni traditi e le condizioni di lavoro spesso disumane di quei campi, sono diventati un brano, cantato in francese e dal titolo “Là bas” (Laggiù), il cui videoclip, grazie a youtube, sta conquistando la rete.

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